Tutte le contraddizioni del Presidente Conte

di Davide Gabriele
28 Aprile 2020

L’ultima conferenza stampa del Presidente Conte è stata un calderone di vaghezze e contraddizioni che andremo ad analizzare in questo articolo.

Il Premier ha iniziato il suo discorso elencando una serie di raccomandazioni di cui gli italiani sono oramai assuefatti.

C’è anche quella che ci esorta a…(momento di suspense)… mantenere le distanze sociali! Voglio risparmiare al lettore il susseguirsi degli altri soliti e noiosissimi dettami, ma non posso non richiamare l’attenzione sulla meravigliosa frase ad effetto speciale con cui il Presidente del Consiglio ha scelto di terminare la prima parte del sermone: “se ami l’Italia…” (altro momento di suspense) “…mantieni le distanze!”… applausi.

Ed ecco che a poco a poco, tramite istruzioni alla WikiHow, il nostro Winston Churchill prepara i suoi telespettatori a ricevere una brutta notizia. Già comunica a svanire dal volto degli increduli ascoltatori, quell’espressione di ingenua speranza: di lì a breve, il discorso pronunciato, provocherà rabbia e dissenso. Seguono ovviamente le snaturate raccomandazioni sulla…(momento di suspense)… distanza sociale.

Dopo aver assecondato il suo ego narcisistico autocelebrando il nuovo decreto “ben strutturato”, afferma che si dovrà convivere con il virus e quindi propone un calmiere per i prezzi delle mascherine chirurgiche a 0,50 cent. Peccato che i calmieri nella storia hanno prodotto solo un risultato: scarsità del bene calmierato!

Non è necessario studiare un trattato di economia, basterebbe leggere i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni per avere contezza dell’effetto di questa sventurata decisione: una decisione che evoca alla mente uno sbiadito ricordo dell’approccio URSS all’economia. Il Premier, inoltre, ci rende edotti che l’elogiato decreto “ce lo chiedono tutti” perché ci ammirano… ed io che credevo ci chiedessero il decreto per farci i conti in tasca e monitorare il debito!!!

Non poteva mancare la grande commedia del presunto successo ottenuto sui tavoli dell’Unione Europea. Il Premier ha sbandierato il Recovery Fund come un successo ottenuto grazie ad una ostinata e imperterrita trattativa del nostro Paese. Peccato che questo strumento sia stato promosso dalla Francia mentre l’Italia tentava di portare a casa gli Eurobond. Conte dice bene quando sottolinea la necessità di una risposta flessibile e veloce, ma dimentica di specificare che l’unico strumento utilizzabile senza eccessive controindicazioni, il Recovery Fund appunto, non sarà disponibilie prima di un anno.

“La punta di questo sistema”, cosi il Presidente si è autoproclamato, ringrazia apertamente la CEI lasciando intendere di avere l’appoggio da parte dei vescovi, sennonché alle 21:30 circa, a conferenza stampa conclusa, la CEI dichiara che: “la decisione arbitraria del governo compromette la libertà di culto”.

Segue una serie di indicazioni in cui la parola più ricorrente è “consentiamo”, come se le libertà personali dei cittadini fossero a disposizione del Presidente del Consiglio, come se vivessimo nell’epoca di un feudalesimo medievale in cui il Sovrano concede piccoli spazzi di liberà ai suoi sudditi sottomessi all’idea di restare chiusi in casa. Un elogio non risparmiato neanche al fantozziano comitato tecnico scientifico, il quale dall’alto del piedistallo su cui poggia, suggerirà a sua Maestà cosa concedere al volgo.

Anche a conclusione del suo discorso Conte lascia un pò “spiazzati”: ringrazia ed augura una buona serata. Sono molti coloro che si aspettavano una frase del tipo: “E ricorda: …” (momento di suspense) “…mantieni le distanze!”.