Svolta storica nelle Marche

di Leonardo Tosoni
24 Settembre 2020

Nelle Marche il vento del cambiamento si avvertiva già da qualche anno. La radicatissima realtà del centro sinistra, che incontrastata amministrava la regione da almeno 25 anni, ha lasciato il passo a un cambio di rotta deciso e meritato.

 È proprio il caso di riprendere la vecchia citazione di Alcide De Gasperi, che in seguito alla schiacciante vittoria della Democrazia Cristiana contro il Fronte popolare nel 1948 ebbe ad affermare “Ci si aspettava che piovesse, non che grandinasse”.

Così nella regione che nella classifica di Lonely Planet “Best in Travel 2020 – Top Ten Regions” – la guida turistica più famosa al mondo – si è posizionata seconda, la regione del Partito Comunista prima, dei DS e dei Democratici poi è stata alla fine espugnata da un giovane valido cresciuto nel movimento giovanile di Alleanza nazionale, Francesco Acquaroli che ha saputo raggiungere il 49,13 dei consensi, staccando il candidato del centro sinistra di ben dodici punti.

Già sindaco di Potenza Picena, deputato per Fratelli d’Italia, Acquaroli aveva lanciato la sua sfida alle stelle cinque anni fa, quando, senza il sostegno di Forza Italia ma solo di Fratelli d’Italia e della Lega, era riuscito a posizionarsi secondo nelle elezioni regionali che videro la vittoria di Ceriscioli.

Non è bastata la chiamata alle armi della sinistra contro il fascismo di ritorno, la polemica subdola e strumentale con cui il Partito Democratico sperava di porre un argine all’avanzare del rinnovamento, incolpando il neopresidente di aver partecipato a una cena che ricordava la Marcia su Roma. 

La gente che vive il territorio, che lavora e che soffre dei problemi causati da una politica distante dagli interessi e dai problemi dei cittadini non ha abboccato all’amo delle calunnie costruite ad arte, né alla tecnica della criminalizzazione dell’avversario come metodo per continuare a imperversare. 

È la stanchezza frammista alla gioia quella che traspare dal volto del nuovo governatore, che nelle ultime settimane non ha risparmiato energia e da mattina a sera ha girato città, paesi e borghi nascosti della splendida regione. 

La soddisfazione è certamente per una coalizione che ha saputo trovare la formula giusta nell’unità e nella compattezza; un centrodestra che ha dimostrato sinergia e ha contribuito in ogni sua componente alla storica impresa, ma la soddisfazione è anche per il partito espressione del Presidente, Fratelli d’Italia, che ha raggiunto il 18,66% su scala regionale, ed è diventato il primo partito non solo ad Ascoli, ma anche e inaspettatamente in una provincia storicamente rossa come Fermo.

Adesso che le ore di massima tensione sono passate, e dopo che l’ansia si è placata negli abbracci e nei festeggiamenti da lunedì sera a oggi, è però necessario dare delle risposte a una regione che le merita da troppo tempo. 

Tante e complesse saranno le tematiche da affrontare, a partire dalla sfida della ricostruzione dopo il sisma di quattro anni fa, che il governo ha fino a oggi affrontato in maniera superficiale; c’è un settore manifatturiero storicamente caratteristico delle Marche da ricostruire e da proteggere; infine la grande questione sanitaria, da rilanciare in tutto il territorio dal mare all’entroterra.

Per tutto questo sarà importante una squadra di valore, che metta da parte i singoli interessi e sappia coordinarsi in un’unico sforzo e verso un obiettivo comune. Siamo convinti che Francesco Acquaroli stia già lavorando su questa strada.