Quando la destra italiana non riuscì a capire Craxi

di Daniele Saponaro
9 Gennaio 2020

È passato ormai un quarto di secolo dalla celebre azione del Fronte della Gioventù, allora movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano, durante il voto della Camera per l’autorizzazione all’arresto di Craxi, che sancì il culmine dell’inchiesta politica denominata Tangentopoli e la fine della prima Repubblica.

Correva l’aprile del 1993 e tanti giovani militanti, molti dei quali diventati poi dirigenti più o meno noti della destra italiana, tentarono di bloccare l’ingresso di Montecitorio; uno accanto all’altro, ognuno di loro con indosso la maglietta “arrendetevi siete circondati”, fotogramma che divenne una delle immagini più popolari e ricorrenti della storia recente italiana. 

Manifestazione che ebbe un’ottima riuscita, grazie alla quale un’intera generazione gridò il proprio malcontento verso una classe dirigente che non li rappresentava, lanciando una sfida, bella ed entusiasmante, a tutta l’Italia per l’immediato futuro. Come spesso succedeva in quegli anni a chi faceva movimentismo in quel determinato ambiente, quelle gesta ebbero anche un ritorno giudiziario tutt’altro che clemente per i protagonisti di quella giornata: denunce, perquisizioni a casa, terribili campagne di diffamazione. Il sistema si vendicò con le armi e le modalità di sempre. 

Questo contesto, sommato ai racconti di chi quei momenti li visse sulla propria pelle, contribuirono a rendere quell’avvenimento una sorta di modello per i giovani di quello schieramento: un esempio per le nuove generazioni, un orgoglio per quelle vecchie. 

A distanza di 25 anni però potrebbe non essere così folle rimettere tutto in discussione, perché forse negli anni in cui la parola d’ordine è sovranità bisognerebbe avere il coraggio di ricordare che in quella piazza, condivisa per altro insieme a tante altre realtà culturalmente lontanissime dal Fdg, si inveiva e si incitava al crollo di un leader in grado di battere veramente i pugni sui tavoli in difesa di quest’ultima: Bettino Craxi. 

Se analizziamo da questo punto di vista i tanti errori commessi negli anni dalla destra italiana che nacque da quella primavera ne esce fuori un percorso impietoso segnato da tanti spazi lasciati agli avversari e spesso addirittura da incoerenza. Come per esempio l’alleanza con Silvio Berlusconi, erede politico del premier socialista e senza dubbio il Presidente del Consiglio che più di tutti ha pagato una politica sovranista. Il suo 2011 non è poi così lontano dal 1993 di Craxi, fine meno disonorevole ma comunque decisamente ingloriosa. 

Riavvolgendo il nastro quindi ci rendiamo conto di come tra i “condannati” per aver difeso il potere sovrano non ci sia la destra, e questo ci aiuta a comprendere come mai è stato così semplice per il Movimento Cinque Stelle scippare questo cavallo di battaglia, farlo suo e sfondare alle elezioni del 2013 usando persino gli stessi slogan. 

A rafforzare quanto detto nelle righe precedenti, è molto semplice notare come I temi toccati dal leader socialista prima della falsa rivoluzione di Mani Pulite siano stati negli anni tutti ripresi dalla destra italiana; dalle profezie sull’espansione devastante dell’immigrazione, alle preoccupazioni sull’asse franco-tedesca in Europa, e questo vale come una tacita ed informale assunzione di colpa. 

Intendiamoci, ognuno è figlio della propria epoca, e rileggere un libro sapendo come va a finire la storia è sicuramente molto più facile.

Chi scrive è stato dirigente giovanili dei movimenti che hanno raccolto l’eredità storica del Fronte, e nessuno può escludere che tra vent’anni vengano messe in discussione quelle che sono state le battaglie contro i tanti trattati e le numerose imposizioni di Bruxelles, azioni che hanno contraddistinto la nostra di generazione. 

Però riconoscere gli abbagli del passato spesso aiuta a riflettere meglio su come comportarsi ai giorni d’oggi. Venticinque anni fa chi manifestava in quella piazza lo faceva per innalzare il muro della sovranità, senza rendersi conto che quello stesso muro era già eretto e loro lo stavano buttando giù a picconate. La storia rischia di ripetersi, e oggi che le forze di centro destra sono riuscite con merito a riprendersi la paternità di questi temi, non facciano di nuovo l’errore di individuare i nemici sbagliati.