Puglia: le ragioni di una sconfitta

di Davide Gabriele
24 Settembre 2020

Le regionali pugliesi hanno messo a nudo le fragilità dei partiti nazionali e leso l’attendibilità dei sondaggi. Vediamo chi sono i veri sconfitti di queste elezioni!

Il primo grande sconfitto è certamente il Movimento 5 Stelle che perde gran parte dei consensi nella regione in cui si trovano due vecchi “cavalli di battaglia” del partito: l’ex l’ILVA di Taranto e la TAP. I pentastellati avevano fatto incetta di voti promettendo la chiusura della fabbrica e lo stop dei lavori del Gasdotto Trans-Adriatico, salvo poi scontrarsi con la cruda realtà, una realtà che è stata impietosa e che ha celebrato il funerale politico dei grillini.

Ilva e TAP sono solo alcuni esempi delle promesse non mantenute dal movimento, sonoramente “sanzionato” dagli elettori pugliesi. Il partito delle stelle nel 2015 avevano totalizzato il 18,42 % delle preferenze, mentre oggi passano all’ 11.39 %, una emorragia di voti molto forte in tutta Italia (in molte regioni il partito di Grillo non raggiunge la doppia cifra) ma che è ancora più cocente in una regione del  Sud in cui lo scorso anno i giornali elogiavano il reddito di cittadinanza elevandolo quale panacea alla povertà regionale.

Quella del reddito è una misura importante che in questa regione ha interessato oltre 222 mila cittadini ma evidentemente non è bastato a recuperare la fiducia persa dagli elettori.

Il secondo sconfitto, da un punto di vista delle aspettative, risulta essere la Lega. Il partito di Salvini sembra non convincere al Sud nonostante la percentuale di preferenza sia passata da un  misero 2.42% nel 2015 ad un 9 % nelle ultime elezioni. Si partiva con una aspettativa molto alta, i leghisti erano certi di ottenere un risultato a doppia cifra ma evidentemente questa percentuale è stata rosicata dagli alleati. Fratelli d’Italia infatti non solo supera la doppia cifra, conquistando lo storico risultato del 10.2 % (nel 2015  aveva il 2.45%), ma mette anche in discussione la leadership di Salvini.

Amaro sorriso per Forza Italia, amaro perché il partito passa dall’11.37 % del 2015 ad un 8.9% di oggi. Il sorriso però non può mancare considerando le percentuali misere a livello nazionale (che complessivamente in queste regionali totalizza 5.4% con 482 000 voti).

Ultimi grandi sconfitti in queste elezioni sono i sondaggi. Prima del voto si prospettava una battaglia di cifre che vedeva il Governatore Michele Emiliano (coalizione di centro sinistra) e Raffaele Fitto (coalizione di centro destra) confrontarsi in un duello serratissimo all’ultimo voto, invece la vittoria di Emiliano è stata netta: 51.41 % di preferenze contro il 33.66 % di Fitto.

Una sconfitta soprattutto per i sondaggisti che non riescono a prevedere correttamente l’andamento del voto e che vengono sonoramente smentiti dalla realtà dei fatti, perdendo di credibilità.