Perché National Conservatism a Roma è un punto di svolta per la destra italiana

di Francesco Giubilei
5 Febbraio 2020

La National Conservatism Conference, organizzata a Roma dalla Edmund Burke e da Nazione Futura come unico partner italiano, rappresenta un punto di svolta per la destra italiana. 

Si tratta di un evento mai realizzato in Italia per la qualità del parterre politico-culturale internazionale e per la formula che ha unito alcuni dei principali intellettuali conservatori al mondo con politici di primo piano. Non è stata una conferenza accademica con interventi qualitativamente di spessore ma confinati a un mero esercizio intellettuale e retorico e nemmeno una convention di partiti politici con discorsi basati solo sull’attualità, quanto un dialogo tra il mondo culturale, accademico, giornalistico conservatore e la politica.

Il primo elemento che è emerso dalla due giorni romana è la qualità degli interventi: il conservatorismo si conferma una tradizione culturale secolare con un pantheon di pensatori italiani, europei, americani che possono offrire una base valoriale alla politica contemporanea. La produzione di idee, filosofica ed editoriale, dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che la cultura di destra non ha nulla da invidiare alla tradizione culturale progressista e che il concetto di egemonia culturale teorizzato da Gramsci si sta sempre di più superando anche nel nostro paese.

È poi importante sottolineare il carattere internazionale della conferenza che smonta così la visione di un conservatorismo chiuso in se stesso ed arroccato dentro i propri confini: esiste una rete a livello internazionale che collabora, si riunisce in varie occasioni nel corso dell’anno, si coordina nelle iniziative e nelle battaglie politico-culturali da promuovere a livello europeo ed occidentale. Una rete che opera attraverso le fondazioni, i think tank, nelle università, con le case editrici di riferimenti e dialoga costantemente con la politica. 

Per questo motivo la “National Conservatism Conference” rappresenta un punto di svolta per la destra italiana perché, pur confermando i valori indiscutibili alla base del conservatorismo italiano, la nostra nazione diventa un importante riferimento e laboratorio politico-culturale a livello globale. Non è un caso che dopo la prima edizione di Washington, la seconda conferenza del National Conservatism sia stata organizzata a Roma che, oltre ad essere la capitale d’Italia e del cristianesimo, si accredita come la capitale del conservatorismo in Europa. I temi al centro della conferenza spaziano dalla centralità della nazione all’importanza della religione in una società sempre più secolarizzata, dalla tutela dell’identità alla centralità della famiglia, dalla riscoperta delle radici culturali dell’Europa mettendo in discussione le politiche dell’attuale Unione Europea.

La “National Conservatism Conference” è un punto di partenza per avviare un serio dibattito sul futuro del conservatorismo (e del sovranismo) nel nostro paese e per rinsaldare un legame storico, politico e culturale sull’asse Washington-Roma-Gerusalemme con l’Italia al centro (anche geograficamente) dell’Europa, cerniera tra l’Ovest e l’Est, punto di collegamento con i Balcani e snodo imprescindibile per il conservatorismo mondiale.