Pellegrini (FdI): “Vorrei vedere un Assessore alla Sicurezza in Emilia-Romagna”

di Francesco Mondardini
9 Gennaio 2020

Nicholas Pellegrini, giovane consigliere comunale d’opposizione a Mercato Saraceno (FC), comune montano nel cuore della Romagna amministrato da una giunta di centrosinistra, si racconta per la prima volta ai microfoni di Nazione Futura. Con un occhio alle Regionali,   

  • Pellegrini, un occhio alle Regionali è d’obbligo in questo periodo per ogni politico emiliano-romagnolo. Lei da romagnolo doc, fedele a Fratelli d’Italia, che risultato pensa possa raggiungere FdI alle prossime elezioni del 26 gennaio?

Penso che Fratelli D’Italia possa fare un ottimo risultato, non amo sbilanciarmi con percentuali predefinite ma ne sono sicuro: i cittadini premieranno l’ottimo lavoro che FdI e la sua classe dirigente sta svolgendo sia a livello nazionale sia a livello regionale, dove in alcune città il partito è ormai ben radicato.

  • Quali sono i principali problemi della Regione, secondo lei?

Un tema a me molto caro è quello della “sicurezza”. Ho sentito dire troppe volte che l’Emilia-Romagna è una regione sicura, ma possiamo constatare ogni giorno che non è cosi. Studio a Bologna e il degrado e l’insicurezza sono visibili alla luce del giorno. Bologna è segnalata come una delle città con più furti e crimini, qualcosa non va. Poi c’è il caso di Rimini: altra città che soffre percentuali altissime di furti e crimini. Il fulcro del turismo marittimo romagnolo non può permettersi certi rischi. La scarsa sicurezza è un sentimento ormai diffuso ovunque, dalle grandi città fino ai borghi più piccoli.

  • Che soluzioni principali adotterebbe per risolvere il problema “sicurezza”? 

Mi piacerebbe vedere figure nuove a tutela dei cittadini: un Assessore alla Sicurezza, un Garante regionale delle vittime dei reati e un Coordinatore delle Polizie Locali. Contestualmente a ciò, andrebbero stanziati adeguati fondi per finanziare politiche di prevenzione e contrasto. Bisogna puntare, a livello regionale, a fornire un aiuto più concreto ai Comuni – soprattutto quelli più piccoli – nella realizzazione di progetti utili al contrasto della criminalità.

  • Lei è consigliere comunale a Mercato Saraceno. Ci sono problemi che nascono in Regione e si riflettono anche sul territorio di Mercato? E viceversa, questioni locali su cui la Regione potrebbe fare di più?

Ci sono tanti problemi che nascono in Regione e si riflettono nei piccoli comuni, come nel caso di Mercato Saraceno. A partire dalla sanità: i piccoli ospedali stanno chiudendo, vengono tolti servizi spostandoli nei centri più grandi. Così facendo, vengono sottratte ai cittadini possibilità importanti, oltre che metterli in situazioni di pericolo. Poi non dimentichiamo lo scarso aiuto alle imprese che faticano a rimanere in vita per la troppa burocrazia. Anche in questo caso la Regione potrebbe fare molto di più. Nei nostri territori esistono ancora tanti contadini, agricoltori, piccoli artigiani, non possiamo lasciarli a loro stessi! La loro voce deve arrivare in Regione, per essere maggiormente ascoltati e tutelati.

  • “Giovani e cultura” è un tema centrale per Nazione Futura. Di quale cultura pensa avrebbero bisogno oggi i giovani per rilanciare il proprio futuro?

Più che altro mi piacerebbe vedere giovani maggiormente interessati, maggiormente coinvolti in ciò che li circonda. Dopodiché, ognuno è libero di farsi una propria cultura, liberamente e come meglio crede. Capire in cosa credere, individuare ciò che meglio ti rappresenta, non è cosa da poco. Mi piacerebbe vedere tanti giovani interessati a conoscere, studiare, tesi a informarsi, a farsi un’idea propria, indipendente, dei problemi del mondo. Perché il problema principale è proprio questo: molti giovani non hanno più idee e non seguono l’attualità.