Paura in Calabria per i clandestini positivi

di Pasquale Ferraro
12 Luglio 2020

La regione Calabria è riuscita in questi mesi di pandemia non solo a contenere l’emergenza, ma anche e sopratutto a gestire il flusso di fuori sede che rientrando dalle regioni più colpite, hanno rappresentato un pericolo per una regione che presentava altrimenti  zero contagiati autoctoni. 

Una regione che per prima chiese di ripartire, una volta azzerati i contagi , con l’opposizione del governo e tutto l’iter amministrativo- giudiziario che ne segui. 

Ora che finalmente e timidamente l’economia Calabrese, che fa del turismo oltre che dell’agricoltura il suo settore economico di punta, tentava di ripartire – forte anche della speranza che un’estate prevalentemente caratterizzata da spostamenti interni potesse per lo meno rendere meno nera, quella che sarà ricordata e speriamo presto archiviata come la stagione peggiore per il settore turistico a memoria d’uomo – la ripresa degli sbrachi di clandestini sembra annullare ogni speranza e impensierire una terra graziata dal flagello toccato ad altre regioni. 

Dei 70 clandestini sbarcati, a Roccella Jonica 28 sono risultati positivi al tampone, una situazione che preoccupa i cittadini che si trovano davanti al secondo sbarco in dieci giorni. 

Questa mattina i cittadini di Amantea (CS) sono scesi nelle strade per protestare contro il trasferimento in un stabile nel centro della  cittadina di 18 clandestini positivi, le proteste hanno provocato il blocco della Ss18 arteria fondamentale di collegamento per la viabilità della zona, sopratutto nella stagione estiva. 

Dovrebbero spiegare i brillanti ideatori di questo trasferimento il perché di una scelta così assurda, come il trasferimento di clandestini positivi in una cittadina di mare e perla del turismo della provincia di Cosenza? Ma sopratutto dovrebbe spiegarci il governo il perché si consentono sbarchi di clandestini ora che il paese con fatica cerca di rialzarsi socialmente ed economicamente?

La Calabria da tempo bersagliata da attacchi propagandistici non ultimo quello del Sindaco di Milano e quello del giornalista radiofonico Sabelli Fioretti sul Fatto Quotidiano, è l’unica regione che ha saputo gestire, nonostante le difficoltà oggettive e strutturali, l’emergenza covid-19.

I cittadini calabresi hanno rispettato le regole, ora il governo rispetti i cittadini calabresi e non li condanni a subire focolai di clandestini che non dovrebbero approdare su nessun lembo di terra italiana.