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Michele Conti, il neosindaco di Pisa: “Siamo noi a dare risposte alla classe operaia”

di Federico Di Bisceglie, in Politica, del

A pochi giorni dal successo elettorale che ha definitivamente sbaragliato il partitone confinandolo, dopo un governo più che ventennale, all’opposizione, l’entusiasmo del neo eletto sindaco Michele Conti tra le file del centrodestra, contro lo sfidante Andrea Serfogli (Pd) all’ombra della Torre pendente, è palpabile. Nella sua conversazione con Nazione Futura ripercorre le tappe salienti della “lunga, faticosa ma soddisfacente” campagna elettorale che lo ha portato alla guida di Palazzo Gambacorti, totalizzando il 52,3 % delle preferenze a fronte del 47,4 del concorrente.

Sindaco, come ci si sente dopo una vittoria che non stentiamo a definire storica?

Bene, naturalmente. Ma con la consapevolezza di avere una grossa responsabilità. Se dobbiamo davvero segnare un punto di svolta rispetto alle precedenti amministrazioni è necessario dare risposte concrete ai cittadini che hanno deciso di darci fiducia. E c’è tanto lavoro da fare.

Quali sono stati i punti forti su cui il centrodestra è riuscito, nella corsa per uno dei feudi tradizionalmente più rossi d’Italia, a vincere il comune?

Diciamo che oltre al tema della sicurezza che, tanto a Pisa quanto nel resto d’Italia, è molto sentito, abbiamo agito fondamentalmente su due fronti: le infrastrutture e le periferie.

Si spieghi meglio…

Negli anni, la sinistra ha investito per costruire delle grandi opere che i cittadini non hanno capito e che hanno recepito unicamente come dispendio di danaro pubblico. Secondariamente, il Partito Democratico ha progressivamente abbandonato le frazioni dell’immediata periferia pisana. Per altro, nei quartieri in cui da sempre il Pci (con tutte le sue evoluzioni successive) prendeva voti, abbiamo ottenuto i risultati migliori. E, generalmente, si tratta di quartieri operai e popolari.

Per quanto riguarda il tema della sicurezza, cosa avete in mente di fare?

Innanzitutto ci siamo presi l’impegno di restituire decoro alla città e così fare. Un esempio? Ieri, abbiamo emesso tre documenti di espulsione, ma non i soliti fogli di via: i tre immigrati in questione sono stati immediatamente trasferiti al CIE di Bari per essere espulsi.

Secondo gli ultimi sondaggi la Lega capitanata dal neo ministro degli Interni, Matteo Salvini, è il primo partito in Italia. L’incontro elettorale organizzato in piazza Carrara con il leader del Carroccio, a pochi giorni dalle urne, ha spostato degli equilibri anche qui a Pisa?

Sicuramente nella compagine del centrodestra il partito trainante è la Lega e dunque aver avuto Salvini a sostegno della mia candidatura è senz’altro stato importante. Devo dire che la cosa che più mi ha colpito, oltre al numero delle persone presenti in piazza è stata trasversalità, che è la vera fora di Salvini. Dall’operaio all’industriale, passando per professionisti e impiegati: tutti entusiasti.

Anche il Pd ha chiamato a raccolta i big a pochi giorni dal voto….

Si, ma forse è stato peggio. La vittoria del centrodestra a Pisa è l’ulteriore dimostrazione che l’establishment, rappresentato dal Pd, ha davvero fallito.

Una promessa che si sente di fare ai sui concittadini che l’hanno eletta?

Essere il sindaco di tutti. Non è uno slogan è una dichiarazione d’intenti ben precisa. Ora l’entusiasmo, anche degli elettori è alle stelle: mi fermano per strada, mi abbracciano, ma soprattutto mi confidano che avevano voglia di liberarsi dalla “cappa opprimente della sinistra”. Di qui l’impegno a non deluderli.

Federico Di Bisceglie


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