Meloni: le proposte di Fratelli d’Italia a Draghi per un “opposizione patriottica”

di Pasquale Ferraro
10 Febbraio 2021

 L’ultima giornata di consultazioni a Montecitorio vede il Premier incaricato Prof. Mario Draghi incontrare i maggiori partiti, quelli su cui nel bene e nel male si fondano le premesse per la nascita  del nuovo esecutivo benedetto dal Colle, pur di non andare alle urne.

Giornata caratterizzata soprattutto per l’unica voce fuori dal coro, quella del Presidente di Fratelli d’Italia che nell’incontrare il Prof. Draghi, ha presentato quelle che sono le proposte e le indicazioni che il partito dei patrioti ritiene necessarie per il paese. Idee che in parte potevano essere proposte – in una democrazia normale – agli elettori, ma non è il caso dell’Italia.

Nel corposo dossier di FdI, emerge una visione chiara e completa di quelle che sono le emergenze che investono il tessuto sociale del nostro paese, a dimostrazione di come il partito sia ben ancorato al territorio.

Entriamo nel merito dei singoli temi e delle proposte, a partire da quello più urgente, l’emergenza covid-19 e le azioni di contrasto, che il governo Conte bis, non è stato in grado di mettere in campo.

Emergenza Sanitaria

Fratelli d’Italia, tiene a precisare che già a fine aprile 2020, si era fatta promotrice di alcune proposte per affrontare la pandemia – ovviamente rimaste inascoltate – e che oggi seppur aggravate dall’inerzia possono essere messe in campo. Per il partito guidato da Giorgia Meloni per prima cosa occorre cambiare completamente metodo e impostazione, partendo dalla cessazione dell’utilizzo improprio dei DPCM – mero strumento amministrativo –e con il ritorno in capo al parlamento di ogni decisione riguardante la chiusura delle attività commerciali e alla limitazione delle libertà personali. No a coprifuoco o ad altre iniziative prive di ogni evidenza scientifica, che sono ad oggi risultate inefficaci.

Una modifica totale del CTS, ampliato anche a rappresentanti del mondo produttivo, e gli atti devono essere resi pubblici e da ogni cittadino consultabili.

Occorre modificare anche la differenziazione delle aree, in quanto quella su base regionale, per quanto sicuramente migliore di quella omologazione nazionale messa in atto precedentemente, pecca ancora di una mancanza di aderenza alle esigenze e necessità dei singoli territori. Per questo FdI propone di dividere le zone su base provinciale.

In ottica di una maggiore efficacia operativa, non vanno certo dimenticate le fasce di popolazione che hanno pagato maggiormente la pandemia, gli anziani flagellati e decimati dalla pandemia, e verso i quali l’approccio fino ad ora è stato pietoso. A riguardo FdI propone la messa in campo di un assistenza domiciliare, e la realizzazione nei comuni delle zone Covid-free ( per esempio gli Hotel poco utilizzati) nei quali tutelare i soggetti a rischio che vivono in contesto familiari e lavorativi in cui sono maggiormente soggetti alla probabilità di contrarre il covid-19.

Sulle scuole, il cui ruolo è fondamentale occorre, mettere in campo una politica agli antipodi con le scelte dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, partendo dalla dotazione per gli istituti scolastici dei termo scanner delle tensostrutture e attivando anche collaborazioni con scuole partitarie e istituti privati.  Stesso discorso vale per il trasporto pubblico – vero e proprio festival del contagio – con l’aumento dei mezzi, anche qui creando una collaborazione con i privati che possono fornire un contributo importante per limitare la possibilità del contagio e non bloccare gli spostamenti con tutto ciò che ne consegue.

Sull’azione di contrasto alla pandemia occorre stabilire dei protocolli nazionali per la cura del covid-19. Non bisogna dimenticare l’azione massiccia di contrasto che i medici di base, hanno messo in atto, in quelle aree in cui, il medico di famiglia, ha mantenuto il ruolo di medico condotto presente sul territorio e attento ad ogni singolo paziente. A tal fine i protocolli rappresenterebbero un agevolazione ai compiti della medicina generale, nelle terapie di contrasto alle prime manifestazioni di covid-19.

Proposte in ambito economico

Oltre alla violenta aggressione alla salute e alle nostre vite, la pandemia ha rappresentato un vera e propria azione di macelleria sociale con effetto domino. Per questo Fratelli d’Italia ha proposto al Presidente Draghi un azione di sostegno al reddito e di welfare universale. In quanto appare necessario – secondo i meloniani – aumentare le tutele in favore del mondo del lavoro atipoco , lavoratori autonomi, partite iva, istituendo un sistema universale unico di ammortizzatori sociali, sostituendo quello attuale incentrato quasi esclusivamente sulla tutela dei lavoratori dipendenti tradizionali.

Su questa stessa lunghezza d’onda, FdI ha più volte – in ultimo durante la discussione della legge di Bilancio – tentato di introdurre una misura di sostegno al reddito che parifichi i volontari autonomi a quelli dipendenti, ai fini di una “tutela in caso di interruzione lavorativa o calo del reddito”. Riconoscendo ai lavoratori autonomi sul modello della cassa integrazione un’indennità pari all’ 80% del salario, con un massimale di 1200 € a fronte di un elevato calo del fatturato, pari al 50%. La maggioranza optò in sede deliberante per uno stravolgimento di questa proposta realizzando l’ISCRO, una versione al ribasso della proposta originaria di Fratelli d’Italia.

Segue poi una dettagliata proposta – realizzata dal centro studi del partito – sull’introduzione dell’assegno di solidarietà, stabilito in base a degli stringenti requisiti di accesso: 1300 € per nucleo familiare, con un aumento pari a 250 € per ogni componente del nucleo familiare, fino ad un massimo di 750 €, per dodici mesi. I requisiti – onde evitare le solite degenerazioni italiche –  l’essere privi di reddito nel mese precedente alla richiesta, con valori mobiliari di massimo 10,000 € e come valori immobiliari è ammessa solo la prima casa.  Niente ISEE, essendo calcolato sul reddito dell’anno precedente non risulta indicativo e tende a penalizzare chi ha perso il reddito a causa della crisi.

L’assegno di solidarietà andrebbe a rappresentare uno strumento in grado di garantire un sussidio universale alle famiglie che ne hanno bisogno, senza rappresentare –come altre misure un disincentivo al lavoro.

Sul Fisco altro tema scottante Fratelli d’Italia ritiene necessario intervenire riducendo la tassazione che grava sulle imprese, soprattutto considerando la fase negativa per l’economia nazionale.  FdI propone una strategia di tassazione fondata sul principio “Più assumi, meno paghi”, una misura che favorisca le imprese ad alta intensità di lavoro, rispetto a quelle con alta redditività ma che non influiscono sulla ripresa occupazionale.

 Sempre in quest’ottica FdI suggerisce al governo di rivedere la tassazione sulle imprese e di uniformarla ai livelli degli altri paesi dell’eurozona cosi da evitare fughe verso paesi con un sistema fiscale più favorevole. Per influire sul dato occupazionale, occorre liberalizzare i voucher per tutto il 2021 cosi da incentivare l’occupazione.

Altro tema ribadito anche in conferenza stampa da Giorgia Meloni, la necessità da una parte di applicare una Web Tax per i giganti del web, mentre dall’altra sul modello tedesco quella di eliminare il tetto al contante.

Da tempo, FdI ha depositato una proposta sui crediti deteriorati, cosi da permettere ai soggetti debitori in sofferenza di estingue il proprio debito, e garantendo al creditore cessionario un giusto profitto. Ovviamente, precisa il documento di fratelli d’Italia, devono concorrere alcune circostanze: i debiti devono derivare dalle crisi economiche e finanziare degli ultimi anni.

Recovery Plan

La “Cura del ferro” è quello che serve all’Italia, un ammodernamento della mobilità che porti ad in serio piano infrastrutturale, reti ferroviarie nazionali e locali.

Attuare la Blue economy, rilanciando il nostro essere paese di mare e porta sul mediterraneo, con il ruolo dei nostri porti fondamentale, tanto sul tirreno- ionio quanto sull’adriatico. Realizzare finalmente il Ponte sullo Stretto, fondamentale per l’economia calabrese e siciliana e per lo sviluppo infrastrutturale, ora che con Giuseppe Conte è stato archiviato il suo fantomatico tunnel.

Altro punto fondamentale è la riconversione del Marchio Italia, in settori strategici per la competitività del futuro. La transizione verde è punto centrale per una forza che vanta l’aver sempre avuto a cuore –  in maniera seria – le politiche ambientali, ed anche qui è fondamentale accompagnare le imprese nel passaggio dalle energie di derivazione fossile alle nuove fonti.

Sicurezza e famiglia snodi importanti, con una serio piano natalità per affrontare l’emergenza anagrafica e le risorse da destinare alla sicurezza.

Occorre anche – sostiene FdI – destinare alcune risorse alla riqualificazione di Roma Capitale, simbolo del nostro paese ed ultimamente anche della nostra decadente parabola discendente.

Immigrazione

Altro tema scottante è quello relativo alla situazione migratoria, soprattutto ora che i nuovi decreti sicurezza targati cinquestelle e pd hanno sostituito i decreti Salvini.  Anche in questo caso Fratelli d’Italia, rimarca la necessità di un blocco navale europeo lungo le coste libiche, la creazione di hot spot sulle coste degli stati di partenza delle rotte dei migranti, che consenta di vagliare le proposte di asilo fondate.

Puntare ad un sostegno economico e logistico di  UE e NATO agli stati collaborativi, e soprattutto ripristinare i rimpatri come punto cardine della politica migratoria italiana. La politica migratoria deve essere protesta a dare asilo solo ai veri profughi, e ad oggi dati alla mano solo il 12% degli immigrati irregolari ha il diritto ad una forma di protezione,il restante 88% è composto da migranti economici. Di questi il 90 % è composto da uomini in età da lavoro.

Non rimane che sperare che Il Presidente Draghi accolga se non tutte almeno alcune di queste proposte. Rimane la coerenza e la lealtà di FdI e del suo ruolo di “opposizione patriottica” nei confronti del nascente esecutivo.  Per dirla con le parole di Giorgia Meloni “scoprirà – Draghi – che noi saremo molto più leali di molte forze che hanno concorso a comporre la nuova maggioranza.