Lo schiaffo di Gualtieri alla proprietà privata

di Jacopo Ugolini
10 Novembre 2022

Ennesimo attacco alla proprietà: Gualtieri da residenza a chi occupa , occupi un immobile abusivamente? Gualtieri ti da la residenza.

I problemi della nostra capitale, Roma, non sono sicuramente pochi. Dal traffico all’inquinamento, passando per la mancanza di collegamenti e le strade dissestate. Per poi andare nelle periferie, dove il degrado imperversa e troppo spesso le famiglie e le persone per bene rischiano la propria incolumità. Diciamo che Roma, pur non essendo una frequente destinazione di rave abusivi, soffre anche di un problema chiamato “occupazione della proprietà privata”!

Per fortuna se n’è accorto anche il Sindaco Gualtieri, che ha deciso di intervenire frenando questa deriva. Ne ha dell’incredibile, però, come abbia deciso di intervenire il sindaco di Roma. La mossa del Campidoglio non è stata tesa – come tutti noi penseremmo – a tutelare quelle persone che si vedono sottratte le proprie abitazioni tramite – perché no – delle precise regolamentazioni antiabusivismo. No, avete capito bene: a tutelare i proprietari immobiliari ci penserà qualcun altro. Gualtieri, nel frattempo, pensa a chi occupa e a tutelare loro.

La situazione è inverosimile: in uno Stato di diritto chi viola un diritto altrui viene tutelato a discapito di chi subisce il danno! Presumibilmente a questo punto siamo legittimati a pensare che sia proprio della parte politica affine al Sindaco romano questa tendenza a disconoscere alcuni diritti rispetto ad altri ai quali non mancano di porre attenzione.

Diritto a sbarcare indipendentemente dalla presenza o assenza di requisiti; i diritti LGBT (ecc.) sui quali hanno fermato l’Italia per dei mesi con Zan che ancora oggi – se intervistato – parla del suo DDL; addirittura negli ultimi giorni difendevano i frequentatori del rave party di Modena, creando un fantomatico diritto ai rave; oppure, come non dimenticare, la sardina delle sardine – Mattia Santori, oggi mero Consigliere comunale di Bologna – che preannunciava a gran voce la battaglia a favore del diritto alla cannabis. Ci mancava, appunto, il diritto alla residenza riconosciuto agli occupanti.

Prima di arrivare a questo nuovo “diritto agli abusivi”, è ormai di facile constatazione l’opposizione sleale che il Governo Meloni si sta trovando innanzi. Le due principali opposizioni, i grillini e il Partito Democratico, si stanno contrapponendo al neonato governo non su temi concreti, bensì sulle ideologie. Così, la norma sui rave è (ingiustamente) accusata di essere utilizzabile anche per impedire manifestazioni di protesta, occupazione di scuole e università (come se poi fosse un diritto degli studenti!) o di fabbriche.

La legalità che il centrodestra vuole che l’Italia ritrovi è combattuta giorno per giorno dall’opposizione. E così il Sindaco Gualtieri non si è mosso a favore di norme che pongono le basi per una maggiore sicurezza e legalità – di cui Roma ha bisogno – ma tutt’altro: dopo il nervosismo che si era venuto a creare tra i centri sociali e i movimenti per la casa in seguito alla norma anti-rave, Gualtieri è corso subito in soccorso a chi umilia la proprietà privata. Infatti, ha firmato una direttiva che prevede che chi occupa abusivamente un immobile può ricevere, se possibile destinatario di tutela (che vedremo adesso aumentare sempre più!), la residenza e può allacciarsi ai servizi pubblici.

Questa direttiva va ad autorizzare la deroga all’art. 5 del Decreto Lupi che prevede – per fortuna a discapito degli okkupanti – il divieto di residenza e di allacciamento ai servizi pubblici per chi occupa abusivamente un immobile.

La deroga è prevista solamente per soggetti meritevoli di tutela, come i minori, gli anziani e i disabili, ma se in otto anni non è mai stata applicata, non si tratterà mica solo di ideologia e di volontà di scontrarsi col governo? Non a caso il centrodestra ha sottolineato il rischio che questa direttiva comporti una maxisanatoria e che per l’ennesima volta chi abita in Italia pensi che le leggi dello Stato italiano non valgano per tutti. Ma come può un rappresentante politico, nonché sindaco di una città (addirittura, in questo caso, della Capitale), non pretendere che un diritto venga rispettato e per di più facilitare la vita a chi viola sistematicamente un diritto come quello alla propria proprietà privata?