Liberiamo la cultura: appello patriottico al prossimo governo 

di Redazione
22 Settembre 2022

Bellezza e libertà sono due delle parole chiave lanciate martedì dal palco della Sala Umberto a Roma nell’incontro organizzato da Giampaolo Rossi ( ex cda Rai) ed Edoardo Sylos Labini insieme a Fondazione Città Identitarie, Comitato Elettra, Comitato 10 febbraio , Fare Futuro, Associazione Guido Carli, Istituto Stato e Partecipazione , Lettera22, Movimento Spettacolo dal Vivo, Nazione Futura, Fondazione Tatarella,  in quello che è l’appello per liberare la cultura dai catenacci che hanno impoverito il nostro paese e quello che è un settore fondamentale per l’Italia. Una chiamata generale che ha coinvolto intellettuali, artisti, manager del mondo culturale, impresari per riscattare quella che ad oggi è una condizione drammatica.

L’appello recita “Siamo uomini e donne. Amiamo l’Italia, la nostra patria. Produciamo cultura, disegniamo immaginari, calpestiamo set e palcoscenici, componiamo musiche, raccontiamo e rappresentiamo l’Italia nel mondo. Con il nostro lavoro sviluppiamo una filiera industriale che produce 85 miliardi di euro e crea oltre 1 milione di posti di lavoro. Siamo una risorsa per la nostra nazione. L’Italia è bella perché la sua bellezza innata è stata per secoli elevata, valorizzata e raccontata da generazioni di artisti e creativi.Noi siamo gli eredi di quella bellezza che vogliamo difendere e tramandare rinnovata nei linguaggi e nelle forme del nostro tempo”.

Un’ appello patriottico fondamentale per cambiare l’impostazione culturale di un paese come il nostro che è stata la Patria della bellezza, “la culla dell’arte” e che oggi non riesce più a primeggiare in quello che è il suo terreno naturale. La nostra fertilità artistica si è eclissata? No, sono le scelte politiche, la marginalizzazione della cultura, la mancanza di luoghi di formazione, che possano costruire e custodire una tradizione come la nostra, fatta di arte e cultura e votata alla bellezza. 

Domenica capiremo se “il cielo sarà sempre più blu” e allora forse usciremo dalla cappa culturale opprimete  e distruttiva imposta dalle logiche sinistre da troppi decenni.