Le strategie comunicative di Matteo Renzi

di Stefano Mei
21 Ottobre 2019
Renzi

Il panorama politico in questo periodo ha subito alcuni stravolgimenti.

I medesimi potrebbero essere i primi di una lunga serie ma questo lo

dirà il tempo.

È nato il Governo Conte-bis, tra mille difficoltà, mezzi passi indietro

e memorie corte. Personalmente sono molto lontano da entrambe le

compagini che sostengono in Parlamento questo esecutivo, ma è obiettivo

affermare che la crisi di agosto voluta dalla Lega è stata totalmente

inopportuna.

Alcuni membri, ormai ex, del Partito Democratico, per ragioni diverse

hanno deciso di lasciare il partito.

Parliamo di Carlo Calenda che ha combattuto, inizialmente,

all’interno del PD la nascita di questo esecutivo, sostenendo che i

populismi e i sovranismi si combattono alle urne e non mettendo insieme

realtà politiche diverse tra loro.

Ha fondato il movimento Siamo Europei, d’ispirazione

liberal-progressista.

Dopo poco tempo dalla nascita dell’esecutivo “giallo-rosso” l’ex premier

Matteo Renzi decide di lasciare il PD, con cui era in attrito ormai da

qualche anno, e fondare il partito Italia Viva, un partito centrista

(sembra) d’ispirazione liberale con il quale egli vuole dare continuità

a quella che è stata la sua storia e azione di governo.

Il Leader di Italia Viva in vista della Leopolda, prevista per sabato 18

ottobre, ha deciso di mettere a votazione in rete il simbolo ufficiale

del partito. Le opzioni sono tre, tutte con il nome del partito ma con

sfondi e loghi diversi.

Renzi, con questa mossa, ha effettuato una grande strategia comunicativa

per capire in quale direzione il partito deve orientarsi quando gli

iscritti e i simpatizzanti decideranno il simbolo.

Il primo partendo da sinistra ha lo sfondo rosso, per poter

attirare gli scontenti del PD che mal digeriscono questo accordo di

governo con il M5S, il secondo simbolo ha un logo che ricorda in qualche

modo lo stesso che hanno i liberal-democratici inglesi e potrebbe avere

come obiettivo quello di coinvolgere magari qualche simpatizzante di +

Europa o di Siamo Europei.

Il terzo simbolo, con la scritta Italia in blu e la linea che va verso

destra, si potrebbe intendere come un modo per intercettare l’elettorato

di centrodestra, l’ala liberale, che magari già attratta in passato da

alcune ricette politiche del governo Renzi, con il rifiuto di piegarsi

al sovranismo o presunto tale di Salvini, potrebbe decidere di virare

verso il neonato partito; e la partecipazione dell’ex governatrice del

Lazio Renata Polverini a una kermesse e alcune parole d’elogio della

medesima nei confronti di Renzi potrebbero essere un evento che avrà

un seguito.

Pertanto il simbolo che vincerà alle votazioni, in base alle volontà dei partecipanti,

potrà dettare la linea politica su cui si baserà il

partito, e se così dovesse essere si dovrà avere il coraggio di dire che

Renzi è stato uno stratega in tutto ciò.