Le Sardine di nuovo a Bologna: piazza piena, proposte vuote

di Federica Ciampa
20 Gennaio 2020
Credits: corriere.it

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Nei giorni scorsi, durante una conferenza stampa, il capo delle Sardine, Mattia Santori, aveva convocato i suoi sodali per riempire, di nuovo, una piazza a Bologna per la giornata di ieri, domenica 19 gennaio: questa volta è toccato a Piazza VIII Agosto.

Lo scopo primario era quello di chiudere la campagna elettorale, in vista del voto emiliano-romagnolo del 26 gennaio e questo, ovviamente, è diretta conseguenza del fatto che le Sardine non sono legate a nessun partito. Invece, lo scopo secondario, probabilmente, era quello di realizzare l’ennesima utilissima manifestazione contro l’opposizione al Governo giallo-rosso, contro Matteo Salvini e contro Lucia Borgonzoni, la candidata del centro-destra in Emilia-Romagna, che sfiderà l’uscente e ricandidato del centro-sinistra Stefano Bonaccini, per la presidenza ed il governo della storica “Regione rossa”.

Ad ogni modo, la partecipazione c’è stata e, sempre secondo Mattia Santori, si è aggirata intorno alle 35-40 mila presenze. Questo non è dipeso dal fatto che vi fosse la possibilità di ascoltare gratis un concerto, nel quale si sono esibiti gli Afterhours, i Subsonica, Vasco Brondi, Altre di B, Joycut, Rumba de bodas, Skiantos, Moni Ovadia, Casa del vento, Bandabardò, Sandro Ruotolo, Terzo Segreto di Satira, Vicini d’Istanti, Willie Peyote e Marracash. Anzi, tutte queste adesioni sono, senza ombra di dubbio, scaturite dalle proposte delle Sardine, le quali sono prioritarie e servono a trovare una soluzione alla condizione sociale ed economica, in cui versa l’Italia: tra queste, si segnalano, a titolo esemplificativo, quella di «associare a ogni profilo social un’identificazione» e quella di «introdurre un daspo per chi viola le regole della convivenza civile».

Invece, per quanto riguarda le proposte per il rilancio di una Regione come l’Emilia-Romagna, non ve ne è nemmeno l’ombra. Anzi, è lo stesso Santori ad ammettere – nel corso della conferenza stampa a margine dell’evento – di non aver mai incontrato Stefano Bonaccini: quest’ultimo, infatti, non li avrebbe mai contattati, a diffenreza di alcuni candidati presenti nelle sue liste e di alcuni esponenti – anche apicali – del Movimento Cinque Stelle.

Dunque, a questo punto, non è particolarmente agevole comprendere di chi sia questa campagna elettorale che le Sardine, in massa, sono andate a chiudere. Così, allo stesso modo, è praticamente impossibile capire quali siano le loro idee per risolvere i problemi sintomatici del Paese: in quest’ultimo caso, però, la motivazione consiste nel fatto che, “anti-sovranismo” a parte, di idee non ce ne sono.