Lavori socialmente utili e stage in aziende: Minniti “integra” i migranti

di Redazione
16 Gennaio 2017

Nuove regole per ottenere l’asilo in Italia. Mercoledì il ministro dell’Interno Marco Minniti andrà in Parlamento per illustrare il suo piano per razionalizzare il sistema dell’accoglienza ai migranti. Una delle principali novità riguarda il lavoro dei richiedenti protezione internazionale: dopo aver presentato la domanda di asilo, mentre aspettano che la Commissione territoriale valuti le loro storie, gli immigrati dovranno svolgere lavori socialmente utili.

Secondo quanto scrive il Corriere, Minniti avrebbe messo a punto queste nuove misure per riuscire in maniera più efficiente di quanto fatto fino ad ora a distinguere tra profughi (che devono essere accolti) e clandestini (destinati al rimpatrio). Ed è proprio su questo punto che si gioca la vera partita. Minniti nei giorni scorsi è andato in Libia e Tunisia per trattare con i governi locali sui rimpatri. I Paesi africani sarebbero pronti a riprendersi i migranti irregolari sbarcati in Italia in cambio di aiuti economici. Ma la (nuova) linea dell’Italia ha bisogno dell’appoggio Europeo, anche per questo il ministro dell’Interno è volato in Germania per trovare una sponda nella Merkel.

Quando un migrante sbarcherà in Italia verrà dichiarato “sedicente” rispetto alle generalità da lui dichiarate. Sarà compito delle Commissioni poi verificare se corrispondono a verità. Nel frattempo, visto che l’attesa media per essere valutati dalle Commissioni è di 12 mesi, il richiedente asilo verrà inserito in un piano di lavori socialmente utili: chi partecipa potrà ottenere con più facilità lo status di rifugiato. In realtà già oggi i migranti inseriti nelle strutture di accoglienza dovrebbero seguire un corso di italiano per poter sperare di ottenere un documento di accoglienza umanitaria, ma spesso e volentieri pochi partecipano veramente alle lezioni.

Si faranno convenzioni anche con le aziende per stage che potranno essere frequentati da chi ha diplomi o specializzazioni, proprio come avviene in Germania, nell’ottica di inserire gli stranieri nel sistema di accoglienza avendo la loro disponibilità a volersi davvero integrare.