L’Agcom contro il Tg2 di Sangiuliano: sotto attacco le voci fuori dal coro

di Daniele Dell'Orco
24 Febbraio 2020

Pur avendo pubblicato le motivazioni della sanzione da 1,5 milioni di euro comminata dall’Agcom nei confronti della Rai, resta più di un dubbio sull’azione ai limiti della censura da parte dell’Autorità. Si parla di “violazione delle norme in materia di pluralismo informativo” con riferimento a dei singoli episodi, anche sconnessi tra loro e distanti nel tempo, che riguardano esempi pratici come il “troppo poco spazio concesso al M5S”, una battuta di Mauro Corona a Cartabianca (“i risparmi metteteli sotto al materasso”), la violazione dell’obbligo di contraddittorio (senza citare Porta a Porta), e soprattutto alcuni servizi del Tg2 diretto da Gennaro Sangiuliano, tra i più citati all’interno del provvedimento.

Di seguito alcuni esempi: un servizio andato in onda il 19 e il 20 maggio 2019 sul fallimento del modello svedese di accoglienza degli immigrati e di multiculturalismo; un servizio dell’8 febbraio 2019 che raccontava “con taglio sarcastico e irridente di una presunta rivalità crescente tra la Francia e l’Italia, attribuita ai commenti del Presidente Macron in relazione alle forze di governo italiane dell’epoca”; un servizio del 4 marzo 2019 nel quale si commentava ironicamente l’intervista rilasciata a Fabio Fazio dal Presidente Macron su Rai Uno. Ma anche singoli virgolettati ancor più specifici, come il presidente Donald Trump definito “abile” nelle trattative col leader nordcoreano Kim Jong-un, o come i gilet gialli raccontati come “una pagina buia della storia repubblicana francese” con episodi che hanno messo a nudo il “carattere reazionario e in qualche modo repressivo della sua presidenza [di Macron, ndr]”.

Attacchi specifici, insomma, ad una precisa scelta editoriale che ha l’unico demerito di contrapporsi ad una narrazione univoca proveniente da tutti i media e volta all’abbattimento dell’immagine di Trump e all’apologia di quella di Macron. Esprimersi in senso opposto, insomma, anche con elementi fondanti, non sarebbe comportamento gradito all’Autorità.

I detrattori, specie dagli ambienti politici vicini a Movimento 5 Stelle, Italia Viva e non ultimo Pd, accusano Sangiuliano di essere “vicino” alla destra sovranista. In realtà, come sottolineato dallo stesso direttore del Tg2 in un lungo post su Facebook, appare piuttosto evidente che non digeriscono il fatto che non sia “in linea con la vulgata dominante”. Che Sangiuliano, insomma, non faccia il pappagallo del pensiero unico. Addirittura Marco Travaglio, non certo tacciabile di simpatie leghiste, si è espresso in un editoriale sul Fatto quotidiano parlando di “uno scherzo”. “Ma – sottolinea – nessuno si scandalizza perché il bersaglio principale è il Tg2 sovranista. I lettori sanno quanta simpatia nutriamo per Salvini&co. Ma la libertà di stampa – avverte Travaglio – vale per tutti, anzitutto per le minoranze”.

L’Agcom, infine, si pronuncia anche in materia di determinazione dei prezzi di vendita degli spazi pubblicitari, assunta con una seconda delibera nella quale si giunge apoditticamente alla conclusione che Rai avrebbe adottato, in un mercato che peraltro espressamente Agcom considera complessivamente opaco, una politica commerciale poco trasparente.