La sinistra si mobilita tra odio, violenza e “resistenza costituzionale”

di Davide Gabriele
12 Novembre 2022

Il governo Meloni si è insediato da pochissimi giorni e la sinistra non ha tardato a mobilitare le sue truppe cammellate, parola d’ordine: resistenza. Per loro è come se le istituzioni fossero state occupate da qualche invasore straniero ed è semplicemente inaccettabile darla vinta al centro destra, dopo che questi sono stati democraticamente eletti. Ecco quindi la “chiamata alle armi”, una chiamata quasi naturale, scontata, doverosa.

É inquietante la serie di eventi/dichiarazioni che vedono protagonisti i collettivi di sinistra, ma anche i rappresentanti delle istituzioni vicine (spesso appartenenti) al Partito Democratico.

Il 25 ottobre, durante una conferenza autorizzata presso la facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, alcuni collettivi di sinistra tentarono un blitz nella sala che ospitava, tra i relatori, il noto giornalista Daniele Capezzone e l’onorevole Fabio Roscati. Scopo del Bliz? Impedire a Capezzone e Roscati di parlare. Perché? Fascisti !

Il 2 novembre un collettivo di sinistra aggrediva giovani militanti di Azione studentesca, circa 60 persone contro 5 studenti, di cui due ragazze. Tutti gli aggrediti sono finiti in ospedale. 

Il 3 novembre i governatori di Campania e Puglia annunciavano la loro battaglia contro il governo. Cosa combattere ? La norma, ovviamente legittima, che prevede il reintegro dei medici sospesi perché contrari alla vaccinazione “anti covid”.

Infine, forse la cosa più inquietante, i magistrati rossi di Magistratura Democratica, in riferimento alla norma anti-rave, qualche giorno fa scrivevano: “ci aspetta una lunga stagione di resistenza costituzionale”… semplicemente incommentabile.

É allarmante come la sinistra interpreti il dissenso. La verità è che certa sinistra, a differenza della destra, non ha mai fatto i conti con la storia e crede ancora che odio e violenza siano giustificabili quando il nemico da battere è a destra.