La sinistra senza argomenti si attacca alla fiamma mentendo

di Redazione
16 Agosto 2022

Di Nicola Bosco

Il 25 settembre si avvicina giorno dopo giorno, la campagna elettorale entra sempre di più nel vivo e, come al solito, la sinistra tira fuori dal cilindro il “pericolo fascismo” per delegittimare il centrodestra e le sue proposte davanti agli occhi degli italiani, ma con scarsi risultati.

Questa volta però i leader della sinistra, insieme a giornalisti, vip, intellettuali e cantanti in cerca di pubblicità, non si sono limitati a contestare al centrodestra soltanto leader e programmi, ma si sono addirittura messi a dare lezioni su quali simboli di partito siano giusti e quali no, intromettendosi in decisioni e dibattiti che, semmai, spetteranno agli organi del partito, ai dirigenti e ai militanti e a nessun altro.

Dalle parti del Nazareno, infatti, è stato chiesto, pena l’ostracismo, a Giorgia Meloni, che non aveva fatto in tempo a ribadire alla stampa estera la ferma condanna da parte della Destra italiana del fascismo, delle leggi razziali e della privazione della libertà, di rimuovere dal simbolo di Fratelli d’Italia la Fiamma Tricolore, che fu del MSI, di AN, perché sarebbe un richiamo al fascismo. 

Le accuse che la sinistra negli anni ha fatto al centrodestra sono sempre state particolarmente fantasiose, ma il processo fatto in questi giorni alla Fiamma va oltre qualsiasi immaginazione e le teorie formulate a sostegno di queste tesi sfiorano il complottismo. Dopo 76 anni, la sinistra oggi si accorge dell’esistenza di questo simbolo-uno dei più antichi della politica italiana-che ha sempre rappresentato la destra politica italiana (e nel quale gli elettori di destra si identificano senza ritenersi pericolosi eversivi) dal dopoguerra ad oggi, attraversando le stagioni politiche, i congressi e i cambiamenti che hanno caratterizzato questo mondo.

Proprio come un passaggio del Testimone, da un leader all’altro, da una formula politica all’altra, da una generazione all’altra, la Fiamma è rimasta, si è alimentata con la passione politica dei militanti ed è sopravvissuta ai tanti tentativi di spegnerla. 

Un simbolo che non ha nulla a che vedere con il ventennio, nato nel dopoguerra, che trae origine dalla simbologia degli Arditi, reparto che si distinse durante la prima guerra mondiale per coraggio ed eroismo, e rappresenta la forza, nata dalla passione, per la politica e per l’Italia. Il fuoco, che brucia con i colori della bandiera italiana, rappresenta quei principi immortali, che la destra politica ha fatto propri, che vivono oltre il tempo e le generazioni. 

Forse la migliore descrizione di questo simbolo la fece Giorgio Almirante quando disse: “Si tratta del principio della vita che rifiuta di estinguersi al contatto con un ambiente che lo vorrebbe estinguere e che si conserva come la Fiamma del MSI”.