La guerra in Congo che l’Occidente fa finta di non vedere

di Daniele Dell'Orco
22 Febbraio 2021

Nel giorno del tragico addio a due italiani valorosi, Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, il fragile equilibrio della modernità torna a colpirci come un boomerang. Innanzitutto, si dovrebbe iniziare ad utilizzare il vero nome delle cose. Si dice che i nostri compatrioti siano caduti vittime di un agguato mentre viaggiavano in un convoglio della missione di peacekeeping delle Nazioni Unite: MONUSCO. Ma il peacekeeping, in realtà, non esiste.Se proprio si volesse restare fedeli all’anglicismo si parli piuttosto di law enforcement, perché i caschi blu nella Repubblica Democratica del Congo sono 16mila. Un esercito. Perché il Congo è uno scenario di guerra. Vera. Lo è stato negli scorsi 20 anni. Lo è tuttora. Una guerra che si combatte, da sempre, per ciò che il Congo ha la “sfortuna” di essere: la cassaforte del mondo. Nel Paese si trova di tutto: legno, rame, cobalto, coltan, diamanti, oro, zinco, uranio, stagno, argento, carbone, manganese, tungsteno, cadmio e petrolio. Attorno a queste materie prime ruotano economie di intere civiltà. Ci si producono gli smartphone, le auto elettriche “eco-friendly” che piacciono a Greta costruite distruggendo interi ecosistemi e sfruttando legioni di bambini, i legni pregiati, i diademi di Cartier etc. Il Congo è il volto sporco di fango e sangue dell’Occidente. Una parte del Congo, nello specifico, quella orientale, è tanto piena di letterine in questa mappa di Limes – rivista italiana di geopolitica quanto di pericoli. Perché l’oro del Congo fa gola a tutti. Per sfruttarne i giacimenti si sono moltiplicati gli eserciti tribali, le fazioni al soldo di forze straniere, i fondamentalismi. Milioni di euro sono piovuti nel corso del tempo dal Ruanda, dall’Uganda, dalla Cina, dai Paesi del Golfo, ovviamente dall’Occidente, per rimpolpare le fila degli eserciti contrapposti. E nel turbinìo di proiettili vaganti, spesso, sempre, ci finiscono in mezzo gli attivisti, i volontari, gli innocenti.Persone che provano a migliorare la vita di 85 milioni di poveri che non sanno di essere ricchi.Così, una mano sporca l’altra.Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci sono caduti in guerra.Il peacekeeping non esiste.