Intervista a Raffaele Fitto: “Io da sempre dalla stessa parte politica”

di Redazione
7 Luglio 2020

Fresco di ufficializzazione a candidato governatore della Regione Puglia del centrodestra unito, Raffaele Fitto ripercorre le principali tappe di avvicinamento a Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni.

  • Cosa ci fa Raffaele Fitto nella destra italiana?

“Sono coerentemente, da sempre, dalla stessa parte politica. Sono stato fra i primi – se non il primo – che ad Atreju 2018 ha accolto l’invito di Giorgia Meloni a dar vita a una grande forza politica che fosse sì ancorata a valori e principi comuni (Nazione, Famiglia, Radici Cristiane) del centrodestra, ma che non guardasse al passato, ma al futuro, nella convinzione che in Italia e nel centrodestra ci fosse bisogno di un partito di destra moderno. In quel settembre 2018 Fratelli d’Italia nei sondaggi era sotto il 4%. (lo sbarramento previsto per le Elezioni Europee, Ndr)… per questo sorrido quando qualcuno dice che è stata una scelta opportunistica per essere rieletto al Parlamento Europeo alle Elezioni del 2019. Peraltro a proposito di ‘destra’ nel 2015 sono stato il primo europarlamentare italiano ad aderire alla grande famiglia dei Conservatori Europei (ECR), a una forza politica che fin dalla sua costituzione, nel 2009, si batte per un’Europa con meno burocrazia e maggiore sovranità ai Paesi”.

  • Quindi la Meloni ha portato lei in Fratelli d’Italia e lei ha portato Fratelli d’Italia in Europa nel gruppo ECR?

“ In quel settembre 2018 io ero presidente nazionale della formazione politica ‘Noi Con l’Italia’ che è confluita con il suo patrimonio di eletti, iscritti e simpatizzanti in Fratelli d’Italia. Non ci interessava, proprio perché non era una scelta opportunistica, fare un semplice patto elettorale in vista delle Europee, ma contribuire al progetto di far diventare Fratelli d’Italia il secondo partito della coalizione. Sembrava un obiettivo quasi impossibile: oggi il partito viene dato, in alcuni sondaggi, anche al 15/16%. Siamo l’unico partito che dall’Europee in poi è costantemente e gradualmente cresciuto, nessun altro in Italia. Un percorso vincente che deve la sua forza nella leadership carismatica di Giorgia che ha portato Fratelli d’Italia a essere determinante sia nelle politiche nazionali che europee. Il 21 febbraio del 2019 Fratelli d’Italia ha aderito al gruppo europeo dei Conservatori (ECR), pochi mesi dopo, a maggio, alle elezioni il partito non solo è riuscito a far eleggere cinque europarlamentari (oltre Raffaele Fitto, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Nicola Procaccini e Raffaele Stancanelli, Ndr), che dopo la Brexit sono diventati sei (Sergio Berlato, Ndr), ma esprime, nella mia persona, uno dei due capigruppo. Un riconoscimento politico di grande importanza perché consente alle nostre idee e ai nostri progetti di avere una voce più forte all’interno dell’Europarlamento”.

  • On. Fitto come giudica la nuova Commissione Europea a guida Ursula Von der Leyen?

“La presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, che si rivolge agli italiani parlando in italiano e si commuove per la nostra situazione è decisamente un’immagine di grande effetto. Ma alle parole devono corrispondere i fatti. E i fatti sono che quando in Italia scoppia il Coronavirus, l’Unione europea stanzia 200 milioni di euro. Briciole! Meno di quanto spenda per l’inutile e doppione sede di Strasburgo. Poi il contagio arriva in Germania e in Francia e allora si comincia a parlare di miliardi, 25 furono i primi stanziati e solo quando la situazione sanitaria diventa ingestibile in quasi tutti i Paesi Europei ecco che la Commissione comincia a prendere le cose un po’ più seriamente e si comincia a parlare di un grande piano di rilancio dell’economia: all’Italia vengono promessi oltre 80 miliardi a fondo perduto. Tutti ad applaudire, tutti a elogiare l’Europa… Mentre noi, richiamando tutti a un bagno di realtà. Sostenevamo che forse nella migliore delle ipotesi sarebbero arrivati entro la fine dell’anno 2-3 miliardi. Ed eravamo ottimisti visto che l’altro giorno Angela Merkel ha testualmente detto che in Italia i soldi non arriveranno prima del 2021. Nel frattempo chissà quante imprese saranno chiuse e quanti italiani saranno stati licenziati”.

Fabrizio Tatarella