Intervista a Maurizio Gasparri: “Meloni e Salvini seguano l’esempio di Berlusconi”

di Daniele Dell'Orco
7 Luglio 2020

Con pochi peli sulla lingua, con il vice-presidente del Senato Maurizio Gasparri facciamo il punto sulla ripartenza post-Covid, sul ruolo dell’Europa, sui presunti dissidi interni al centrodestra e sul futuro del suo partito: Forza Italia.

  • Europa cattiva, Europa buona. No Mes, sì Mes. Risorse senza precedenti, crisi di liquidità. La narrazione governativa post-pandemia è cambiata radicalmente, eppure questo bluff smascherato non ha ancora fatto saltare il governo. Perché?

“Dell’Europa c’è bisogno. Bisogna utilizzare tutte le risorse finora annunciate, ma non ancora stanziate. Per quanto riguarda il Mes, il tema è sempre quello delle condizioni. Se non ci sono interferenze nella gestione dei singoli Paesi, il tasso di interesse, come sembra, è particolarmente conveniente e sarebbe un errore non attivarlo.

  • Messo così il tema diventa scottante…

Ma in ogni caso il punto è un altro. Oggi nel mondo la Cina domina la scena. Per fronteggiare il pericolo cinese serve una forza tecnologica, industriale, culturale, identitaria adeguata. Il Veneto da solo o la Lorena da sole potrebbero resistere di più e meglio? Credo proprio di no.

  • Che Europa si immagina, quindi?

Un’Europa-fortezza, coesa, unita, decisa nel difendere i propri interessi di fronte alla concorrenza sleale cinese e all’aggressione di Pechino. Un’Europa come alternativa di civiltà ad altri blocchi continentali che vorrebbero colonizzarci e dominarci. Un’Europa come comunità di destino”.

  • La sinistra, invece, agli stimoli esterni risponde con la sanatoria sui migranti, l’attacco alle imprese e le misure assistenziali…

Sull’immigrazione la sinistra dice sempre la stessa cosa. Aprire le porte, far entrare le persone, prendere atto del calo demografico invece di fare una politica della natalità e della famiglia per evitare la scomparsa dei popoli europei, sostituire le popolazioni con gli immigrati. Anche questo Governo vuole smantellare i decreti sicurezza, ha fatto crescere il numero degli sbarchi nonostante l’emergenza del Cina-virus, vuole rilanciare le solite politiche assistenzialiste ed immigrazioniste. È questa la sostanziale differenza tra il centrodestra e la sinistra. L’immigrazione incontrollata va combattuta e quella programmata deve essere contenuta in limiti minimi.

  • Cosa pensa delle critiche mosse all'”immobilismo” dell’opposizione?

Che sono risibili! Le nostre idee sono chiare: una coalizione di centrodestra che deve essere sempre più coesa, deve avere un progetto di Governo e di alternativa. Oggi, il compito di tenere unita l’alleanza spetta a chi ha più voti, ovvero la Lega. Quando Berlusconi era prevalente consentì alla Lega, che aveva il 4% nazionale, di esprimere presidenti di Piemonte, Lombardia e Veneto. Fini ebbe spazi e ruoli importantissimi che poi ripagò con la condotta incredibile che tutti ricordiamo. Oggi su Salvini grava il compito di saper tenere unita la coalizione, ma anche sulla Meloni, che ha un aumento nei sondaggi significativo. Distruggere l’unità del centrodestra per l’egoismo delle percentuali di partito sarebbe una colpa imperdonabile. Ci vuole senso di responsabilità, che Berlusconi dimostrò di avere. Gli altri dimostrino di saper fare lo stesso.

  • Che sta succedendo all’area moderata? Ci sono tre o quattro leader che vorrebbero guidarla…

Nell’area moderata, intesa in senso lato, i leader sono quelli che esprimono i vari partiti e i pesi elettorali determinano scala gerarchica. Un leader non nasce sulla carta o attraverso i sondaggi, ma solo sul campo, tra la gente, nelle urne. Se la domanda è riferita all’area che riguarda soprattutto Forza Italia, dobbiamo dire che intorno a Berlusconi ci sono persone che hanno esperienza, solidità e capacità di Governo che forse andrebbero valorizzate, rispettate ed esibite con più determinazione.

  • C’è la sensazione che l’utopia grillina sia al capolinea e che dal M5S nasceranno almeno un paio di partiti: si sta tornando ai meccanismi da Prima Repubblica?

L’errore più grave sarebbe quello di adottare una legge elettorale proporzionale che comporterebbe una frammentazione ancora superiore. Io sono per il maggioritario, il presidenzialismo, il bipolarismo e se fosse possibile addirittura per il bipartitismo. Purtroppo oggi abbiamo i grillini, che sono la peggiore espressione dell’ignoranza, dell’incompetenza, della demagogia e si stanno comportando peggio di coloro che volevano abbattere. Prima finirà questa brutta esperienza, meglio sarà per l’Italia.

  • Cosa pensa del futuro di Conte? Sarà un Monti-bis?

Conte al massimo può diventare il capo dei grillini e gestire quel 10-15% di voti che resteranno. Progetti autonomi finirebbero come quelli di Monti e di Fini, anche se Conte è anche peggio di loro. Il fatto che sia il Presidente del Consiglio da due anni è una mortificazione e un’umiliazione per l’Italia.

  • Se dovesse scommettere 1 euro su una data di possibile ritorno al voto (politico), quale sarebbe?

Sarebbe opportuno votare il prima possibile, ma purtroppo incombe il referendum sul taglio dei parlamentari voluto dalla demagogia della ‘setta’ grillina. Un voto liberatorio sarebbe la cosa migliore ma questa prospettiva purtroppo non è a portata di mano.