Intervista a Kitty Montemaggi, candidata alle regionali per FdI

di Redazione
3 Gennaio 2020

Kitty Montemaggi, candidata per Fratelli d’Italia alle elezioni regionali in Emilia Romagna nel collegio di Forlì-Cesena.

1) Come mai ha deciso di candidarsi per le elezioni regionali?

Sono stata eletta con Alleanza Nazionale la prima volta nel lontano 1995 e ho continuato la mia vita politica attiva fino al 2006. La rovinosa frattura causata dal Presidente Fini alla Destra mi ha lasciata orfana e senza un punto di riferimento politico. Giorgia Meloni, quando si è presentata con il suo partito, con estremo coraggio – dote insita nelle donne – ha riaperto la strada al nostro popolo.

Dio, Patria, Famiglia, sono tre parole che corrispondono per me ad amore, quell’amore che ognuno di noi dovrebbe mettere in ogni azione giornaliera, in special modo nella Politica. La richiesta di mettermi di nuovo in gioco, di mettere ancora la mia faccia in questa competizione elettorale, così determinante per il futuro della nostra Regione, mi ha ridato quell’energia sopita per combattere le ingiustizie e la forza per restituire al nostro territorio quote di democrazia che cinquanta anni di governo di Sinistra hanno sottratto ai cittadini della nostra Regione.

2) Quali dovrebbero essere, a suo parere, le priorità del futuro Governo regionale?

Come sempre ho asserito, la politica deve dare un’impostazione precisa, un progetto unitario per aiutare le imprese nei settori trainanti della nostra economia, quali ad esempio il turismo, l’agricoltura ecc.; deve eliminare i lacci e lacciuoli che aggravano e frenano lo sviluppo. Semplificare le procedure significa aiutare le imprese e i lavoratori. L’obiettivo deve essere quello di sburocratizzare il più possibile, mantenendo, però, elevati standard di sicurezza e qualità.

3) Quali sono le sue proposte per il territorio?

Vero che la nostra Regione è tra i primi posti nella classifica nazionale, ma è anche vero che ha perduto qualche posizione di recente, questo vuol dire che ci sono problemi. Guardando i dati e soprattutto ascoltando le persone, non va tutto bene come vogliono farci credere. Viabilità e trasporti problematici per i cittadini e per la nostra economia, nella sicurezza siamo agli ultimi posti, la raccolta differenziata scarsa, progetti per il verde inesistenti, l’elenco sarebbe lunghissimo… Andrei alla base del problema, il Governo della Regione nasce per coordinare gli Enti provinciali e comunali e, per esperienza personale, in consiglio comunale per anni, questo non succede. La Regione dovrebbe essere un vero supporto agli amministratori locali, ai Comuni, ai Sindaci, i quali perdono tanto tempo a smaltire pratiche burocratiche e non ne hanno per il loro territorio. Quindi aiuti progettuali per le problematiche del territorio, formazione per una buona conduzione, un progetto completo di digitalizzazione delle strutture amministrative per creare un collegamento rapido e diretto tra gli Enti territoriali e le Amministrazioni, questo aiuterebbe la risoluzione di alcune problematiche comuni. Si potrebbero unificare o utilizzare i medesimi progetti redatti per le stesse tematiche, una distribuzione più equa del denaro a disposizione, un aiuto per la difficile accessibilità ai fondi europei. Difficile sintetizzare un argomento così vasto, ma velocizzare e rendere tutto chiaro e trasparente sarebbe una buona partenza per rendere il lavoro della Regione utile al nostro territorio, ora è così lento e farraginoso.

4) Quali sono gli aspetti su cui dovrà concentrarsi la prossima Giunta riguardo al tema della sanità?

Difficile capire come intervenire finché non si avranno documenti autentici fra le mani, tuttavia una cosa è certa: la spesa per la Sanità è altissima e la resa non lo è in proporzione.

Inoltre, il personale degli ospedali è carente e sottopagato, quasi al limite della legalità, i macchinari eccellenti non sono sfruttati al massimo e i tempi di attesa in ogni settore sono a volte non lunghi, ma lunghissimi. Dunque, anche il tema della sanità va rivoluzionato, in quanto i servizi si possono senz’altro migliorare e la spesa può essere ridotta ed ottimizzata, qualora fosse difficile risparmiare, almeno le risorse disponibili dovrebbero essere distribuite in modo più equo e non clientelare. L’aspetto su cui senza dubbio la nuova Giunta dovrà concentrarsi, e su cui mi preme moltissimo porre l’attenzione, è quella del personale sanitario: è necessario assumere personale nuovo, garantendo diritti e tutele ai dipendenti occupati che sono ad oggi la vera eccellenza della nostra sanità. Finisco con i pronto soccorso, intasati e con situazioni da Terzo mondo, pazienti nei corridoi, spostati e rispostati per ore a seconda dell’urgenza, siamo costretti ad andare al pronto soccorso anche per una febbre alta, credo sia arrivato il momento di dare un’occhiata non tanto veloce anche alla funzione del medico della mutua, una figura importantissima nel passato che deve tornare preminente oggi.  

5) Secondo lei il centro-destra può vincere?

CERTO CHE PUÒ VINCERE. «L’alternanza politica è il sale della Democrazia». Non siamo la Destra becera dipinta dagli avversari, non siamo i barbari ed in particolare noi di Fratelli d’Italia amiamo il nostro popolo ed abbiamo le carte in regola nonché le competenze necessarie per Governare, lo dimostriamo con successo ogni giorno, nelle Regioni dove governa il centro-destra.

6) Quali sono stati, a suo parere, gli errori e i problemi del centro-sinistra?

Mah! Un continuo, prolungato attaccamento al potere ha fatto dimenticare alla Sinistra gli ultimi. Quando si asserisce che va tutto bene e non si ha più la sensibilità di riconoscere il malessere della gente, ci si dimentica della povertà di molti e delle difficoltà di vita di moltissimi, la politica della sinistra ha fallito sia in Regione che nel Paese.

7) Come ha intenzione di organizzare la sua campagna elettorale?

Vicino alla gente semplice, parlando con le persone, raccogliendo i bisogni dei singoli e delle famiglie, come ho sempre fatto. Non è semplice organizzare una campagna elettorale con pochi mezzi e poche risorse, tuttavia nel Partito ho ritrovato una comunità umana spassionata e disponibile fin da subito disposta a sostenermi ed aiutarmi in questo percorso elettorale che si concluderà il 26 gennaio.

8) Secondo lei, il Governo nazionale durerà?

Auspico elezioni nazionali al più presto.

9) Qual è lo slogan della sua campagna elettorale?

Sono un po’ controcorrente, non esistono per me slogan, anni di promesse disattese hanno fatto sì che gli slogan diventassero del tutto inutili. Mi sarebbe piaciuto scrivere “Per un Governo da buon padre di famiglia”, difficile da comprendere, mi sono limitata a “Per una Regione forte e giusta”.

10) Con Nazione Futura abbiamo a cuore alcuni temi come la cultura e i giovani, quali sono le sue proposte per questi settori?

La vostra Associazione è una delle risposte.

Ritengo che la classe politica abbia dimostrato una scarsa conoscenza delle esigenze e delle attitudini dei nostri giovani, il cui universo è drasticamente cambiato rispetto alla mia generazione; queste difficoltà di comprensione hanno portato in molte occasioni ad ignorare il problema e a non sviluppare politiche attive in questo ambito di fondamentale importanza per il futuro del Paese.  Soluzioni?  Difficile.  La fonte di cultura per i giovani è oramai soprattutto sui social e sul web, quindi mi piacerebbe si creasse un’offerta di attività culturali concrete e personalizzate ai vari segmenti di età, un intrattenimento legato alla cultura, alla nostra storia e soprattutto al concetto di comunità, oggi sempre meno importante e meno diffuso. 

Mi piacerebbe altresì che la formazione scolastica fosse reimpostata, con maggiore coinvolgimento per la geografia, l’educazione civica associata anche ai social e tanta storia, facendo capire chi siamo oggi, da dove veniamo e perché siamo qui. Il passato che crea il futuro.