Incongruenze e criticità dell’IMU, una patrimoniale mascherata

di Redazione
9 Gennaio 2020

L’IMU è una patrimoniale e come tale dovrebbe essere basata, nel rispetto degli artt. 3 e 53 della Costituzione, sul patrimonio e non, fin da quando tale tributo con un altro nome fu varato sulla residenza, da sempre aggirata con le false residenze e con le finte separazioni, che hanno generato e generano illeciti fiscali e penali, fino al voto di scambio, nei piccoli comuni soprattutto, e con essi il tristissimo rito delle transumanza elettorali. 

In più le false residenze portano a truffe gigantesche ai danni delle compagnie elettriche, che hanno tariffe diverse fra prime case e seconde, terze, ecc… abitazioni, quindi fra residenti e non residenti. Tale tassa, fin dal suo primo “vagito” proprio perché basata sulla residenza, oltre a quanto ricordato, ha determinato anche che, in percentuale o in tutto, è stata, da sempre pagata più dai poveri che dai ricchi o solo dai poveri al posto dei ricchi. Berlusconi la tolse sulla prima casa abitata dal proprietario, ma nulla fece per i tanti che, per fame, come i nostri emigranti, nella loro unica abitazione non riuscivano più a risiedere. Monti aumentò di molto le aliquote per tutti. Per residenti e, soprattutto, per i titolari dell’immobile non residenti. Una tragedia. Da pochi miliardi di introito si passò ad una montagna di euro. Poi Enrico Letta tolse ancora L’IMU ai proprietari di casa residenti, ma senza far nulla per i non residenti, così come Berlusconi. L’unica differenza è che Letta tolse la patrimoniale in questione anche agli appartenenti alle Forze armate e alle Forze dell’ordine, titolari di un’unica casa non abitata.

Il tutto perciò, contro gli artt. 3 e 53 della Costituzione. Nell’indifferenza generale. La catastrofe finale con Matteo Renzi. Da premier confermò quanto fatto da Letta, tolse l’IMU anche ai pensionati trasferitisi all’estero dove percepiscono la pensione lorda. Al contrario dei pensionati che si spostano lungo lo stivale che, non potendosi iscrivere all’Aire, come quelli che vanno a godersi la vita all’estero, la tassa la pagano doppia, come tutti i non residenti proprietari di casa. E se i pensionati trasferitisi all’estero non pagano, chi emigra, invece, per lavoro, paga e ha sempre pagato. Quindi un pensionato che se ne va a Tunisi non paga l’IMU, mentre un pensionato che si trasferisce da Messina a Cesena dai figli paga, e pure con tassa raddoppiata. Stesso discorso per gli anziani che si trasferiscono nelle RSA. Chi ha più case, poi, se ne dona una a un figlio in comodato gratuito, paga il 50%. Purtroppo nonostante i pessimi risultati da un punto di vista della Costituzionalità dell’IMU, e le sue becere conseguenze, lo stesso perfido meccanismo della residenza è stato applicato anche per il REI e per il RDS. Incostituzionali anche essi. 

Dott. Giuseppe Franco