Il ritorno di De Benedetti per sostenere l’ammucchiata a sinistra

di Pasquale Ferraro
27 Luglio 2022

Una volta lo si riteneva – a ragione – la tessera numero uno del partito democratico, l’eminenza grigia dietro la più grande macchina del fango antiberlusconiana della storia, oggi nonostante l’età non ha perso né il livore né la volontà di essere ancora protagonista. Stiamo parlando dell’Ing. Carlo De Benedetti l’ex patron di Repubblica ed Espresso, oggi editore de Il Domani.

Il nemico giurato di Silvio Berlusconi è tornato a parlare – lui residente in Svizzera – del futuro dell’Italia. Ma soprattutto del timore che la vittoria alle elezioni del 25 settembre possa andare al centrodestra. Il solo pensiero lo fa impazzire, come dimostra l’intervista concessa al Corriere della Sera, in cui per dirla in parole molto povere il caro ingegnere è andato molto oltre le righe. La sua ricostruzione dei fatti rientra nella categoria cinematografica dei film apocalittici, epilogo che secondo l’ingegnere toccherà all’Italia se dovesse vincere il centrodestra a guida Giorgia Meloni. Nonostante l’intervistatore lo invitasse alla cautela e alla logicità l’ex editore di repubblica non si è fermato, paventando l’imminente deriva fascista e isolazionista. Accusando – e qui sta la follia – Fratelli d’Italia di voler spostare con l’ausilio della Lega l’Italia dal suo posizionamento atlantista ed europeo. Peccato che l’ingegnere ignori che non solo Fratelli d’Italia è un partito atlantista, ma non è un partito che appartiene alla galassia sovranista, ma un partito conservatore, e Giorgia Meloni è Presidente di quell’ECR di cui fino al giorno della Brexit furono membri i conservatori Inglesi, quelli che a detta di De Benedetti in Italia non ci sono.

Ma la parte più grave ed allusiva riguarda quelle che De Benedetti stesso ha definito “ i suoi contatti al Dipartimento di Stato” USA ovviamente, secondo cui “l’amministrazione americana considera orripilante la prospettiva che questa destra vada al governo in Italia”, a parte il lecito dubbio che sorge nell’udire queste parole proprio da De Benedetti, pronunciate al solo scopo di intimidire l’elettorato moderato e galvanizzare l’alleanza in stile ammucchiata della sinistra e del centro, un minestrone già visto nell’avventura funesta per l’Italia dell’Unione guidata da Romano Prodi, il celeberrimo smacchiatore di giaguari.

Ma De Benedetti va ben oltre affermando la necessità che si costituisca un Fronte Repubblicano sul modello del CLN contro i “fascisti”. Peccato che lo spauracchio del fascismo invisibile non faccia presa sui cittadini italiani, che al contrario dell’Ingegnere subiscono le politiche economiche e migratorie di una sinistra scellerata che da dieci anni pur perdendo le elezioni si è incollata abilmente al governo. Per De Benedetti “ la nostra destra è biecamente fascista e nazionalista” e di conseguenza deve essere combattuta. Il messaggio è chiaro ed indirizzato tanto a Letta che a Calenda, non fate gli snob ma alleatevi, fate l’ammucchiata e provate a vincere, con la protezione di quel potere radical-chic che ha sempre battezzato le colazioni sinistre della sinistra contro il centrodestra.

Su una cosa l’ingegnere ha ragione, del resto come si suol dire anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno, sul Partito Democratico quando lo definisce un “ partito borghese[…] ma che ha perso i rapporti con le classi popolari” noi diremmo con maggiore franchezza che il Pd le classi popolari le ha abbandonate al proprio destino, cosi come le politiche sul lavoro, e la tutela dei lavoratori, preferendo la melassa Ius-soli/Ius-Scholae, DDlZan, vivendo nella propria dimensione parallela. Le masse popolari guardano a destra, non alle false politiche stataliste della sinistra, ma alla vera socialità che è propria della cultura della destra. Non alla fasulla uguaglianza della sinistra, ma al merito, l’unico strumento equo ed eticamente giusto.

Ovviamente questa sarà solo la prima di una lunga serie di sproloqui debenedettiani che seguiteranno per tutta la campagna elettorale, strepiti di chi per quanto possa aleggiare paure, non potrà ostacolare neanche con subdoli manéggi la volontà di un popolo stanco di questi “soloni” che si autolegittimano come numi tutelari di un paese che è perfettamente in grado di scegliere il propio destino