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Il populismo gialloverde ci salverà dagli squali (forse)

Roberto Siconolfi di Roberto Siconolfi, in Politica, del

Pur mantenendo il giusto grado di cautela davanti agli scherzi della politica parlamentare, non possiamo fare altro che applaudire il possibile governo Lega-M5S.
Ora è il momento di fare l’analisi della situazione concreta, e questo governo rappresenterebbe un passo in avanti, per la normalizzazione delle classi dirigenti in Italia, per dare risposte ai cittadini sui temi dai quali queste forze hanno ricevuto mandato.
Andando ad analizzare il campo delle forze ostili a un tale esecutivo, abbiamo lo schieramento dell’establishment economico-politico, da un lato, con tanto di voci grosse ed inveimenti dei vari Junker, Draghi, Mattarella, Gentiloni e Tajani. Dall’altro, abbiamo gli utili idioti, che già gridano al conflitto di interessi di Berlusconi, che non sarebbe toccato da quest’azione governativa per il suo tacito assenso.

Ora, con una certa cognizione di causa, possiamo dire che in tutta la storia politica d’Italia non c’è stata cosa più demente ed ipocrita dell’anti berlusconismo. C’è dentro di tutto dai soliti noti del PD – portatori di ben superiori conflitti tra finanza, massoneria e cooperative – agli strapagati radical chic di TV e carta stampata, fino ai magistrati prestati alla politica, che in quelle poche occasioni capitate, seppur in scala minore, hanno violato la legge allo stesso modo del loro nemico n.1, con l’aggravante dell’ipocrisia però.
Solo al campo populista spetta il compito del se e come affrontare una tale questione, e il paese ora ha bisogno di riforme molto più urgenti.
Non ascoltiamo neanche le chiacchiere del complottismo lucubre e da baraccone, secondo cui ci sono piani segreti, pure nel comprare un pacchetto di sigarette, e i giochi sono già fatti per cui la specie umana deve solo alzare bandiere bianca.

Il popolo italiano ha bisogno di risposte, e non possiamo fare altro che aggrapparci a questo governo, l’unico possibile ed in linea col chiaro mandato di “rottura” del 4 marzo. Piuttosto ci si dia da fare per apportare contenuti, mantenere la vigilanza in chiave preventiva verso i centri di potere ed elaborare strutture e forme “nuove” con le quali far politica.
Proprio venendo a possibili misure da attuare, ci sono delle urgenze delle quali un esecutivo populista/sovranista dovrebbe essere il naturale sfogo. A sostegno di esse si può prendere a piene mani dai migliori uomini appartenenti a questo fronte.
Sulla questione eurosistema e moneta: si attuino politiche di recupero, anche parziale, della sovranità e di rivitalizzazione dell’economia, svincolandosi progressivamente dai limiti di Euro, Fiscal Compact e debito pubblico. Si catalizzino le menti più competenti in materia, a cominciare dallo stesso Alberto Bagnai della Lega, o dalle proposte ancora più concrete e raziocinanti di Alberto Micalizzi su moneta fiscale ed utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti come banca pubblica.

Economia e lavoro: qui entrerebbero in gioco le proposte di Armando Siri della Lega sulla Flat Tax e di Di Maio del M5S sul Reddito di cittadinanza. Sarebbe utile rimodulare queste misure, al fine di un sostanziale abbassamento della pressione fiscale su imprese e ceti medi, o meglio ex ceti medi visto il forte impoverimento. Ciò al fine di riavviare l’occupazione e, insieme a forme di sussidio più sostanziose del REI, anche alleviare i meccanismi di impoverimento e i periodi di disoccupazione.
Questa combinazione tra detassazione ai fini di creazione di posti di lavoro, e sostegno al reddito è fondamentale per le masse, soprattutto giovanili, del Sud Italia. Di un possibile avanzamento del meridione, oramai a livelli impressionanti di distacco dal Nord, potrebbe farsi portatore proprio il Sindaco di Napoli De Magistris, abbandonando la sterile demagogia anti-Lega.
Immigrazione: soprattutto la Lega deve “premere” per il blocco degli sbarchi, l’investigazione sugli illeciti di ONG e cooperative del terzo settore, schedatura ed espulsioni “immediate” degli elementi più intollerabili al corpo sociale italiano (nigeriani, musulmani salafiti e wahabiti). Sul resto c’è bisogno di iniziare una seria politica di regolamentazione e scrematura di richiedenti asilo – se sono davvero tali – e migranti economici, con relativa limitazione progressiva di quest’ultimi.

Politica estera: basta alle guerre e ai giochetti internazionali di USA, Israele e NATO! Apertura alla Russia sia per motivi geopolitici che economici. Basta prestare il fianco allo sciacallaggio mediatico delle campagne di Fake News, come quelle sui famigerati “bambini gasati in Siria”, o sullo stile degli “oppositori nord coreani sbranati da 120 cani o presi a cannonate”. A riguardo si utilizzino le competenze di giornalisti del calibro di Giulietto Chiesa.
Infine, su pensioni e vaccini bisogna avviare un discorso per l’abolizione della legge Fornero e una ragionevole rivisitazione del decreto Lorenzin.

Roberto Siconolfi

Roberto Siconolfi


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