Il centro-destra tra liberali e sovranisti

di Stefano Mei
12 Febbraio 2019

Il 4 marzo 2018 le elezioni politiche hanno visto il Movimento Cinque Stelle superare il 30% sia alla Camera dei Deputati sia al Senato della Repubblica certamente una vittoria voluta e cercata, il crollo del Partito Democratico dovuto a mio modo di vedere, ad una dirigenza del partito stesso e da alcuni membri di governo che non hanno saputo dare il giusto peso ai numeri e non hanno toccato con mano alcuni problemi sociali del paese, ed una coalizione di centrodestra al 37%, cifra comunque non sufficiente per poter formare un governo diviso tra Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi con L’Italia. Dopo alcuni mandati esplorativi e un paio di mesi di trattative andate in fumo, nasce il governo giallo-verde composto da Lega E M5S ed un contratto di governo siglato da entrambe le formazioni.

Il governo giallo-verde a mio avviso era l’unico possibile in quel momento, vuoi per la legge elettorale, vuoi per alcuni punti in comune tra M5S e Lega, vuoi anche per volontà di Salvini e Di Maio di salire sui banchi che contano.
Questo governo è nato quindi da un deficit politico, come ho cercato di descrivere in precedenza.
Abbiamo assistito all’elezione di Macron in Francia con il suo nuovo movimento En Marche ed analizzando la sua vittoria, essa è derivata da un ulteriore deficit politico o da una situazione di grave disagio (seguendo le indicazioni del nostro bel vocabolario italiano) dei due partiti principali, quello socialista e quello dei Repubblicani. Il primo sorpassato addirittura dalla sinistra-sinistra di Mélenchon, quello Repubblicano, nonostante tutto, ha tenuto leggermente l’urto ed è stato superato dalla destra radicale a guida di Marine Le Pen, inserendo anche il fatto di un’inchiesta riguardante la moglie del candidato repubblicano Fillon poco tempo prima delle elezioni. Il proverbio “tra i due litiganti il terzo gode” è un evergreen anche in politica e quindi Macron ha avuto la meglio.

In Italia sebbene con modi e situazioni assai diverse è accaduta la stessa cosa, spianando cosi la strada al governo giallo verde.
In tutto ciò il PD è alla prese con faide interne, correnti e correntine e sembra al momento non venirne fuori ma le primarie del tre marzo daranno una risposta più o meno significativa, mentre all’interno del centrodestra c’è una divisione tra liberali e sovranisti.
Soffermiamoci su questo punto.

La coalizione di centrodestra, composta Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con L’Italia ha raggiunto il 37%, cifra non sufficiente per governare in considerazione della legge elettorale, ma tale per far capire che la maggioranza degli italiani si riconosce il quel perimetro politico.
Pertanto analizzando il disagio politico del centrodestra si può intercettare subito un punto cardinale: la mancanza di un leader di coalizione o di un soggetto che faccia da cerniera tra liberali e sovranisti.
Escludendo al momento la creazione di un PDL 2.0 (sappiamo tutti come è andata a finire) è necessario identificare una persona che sia in grado di tenere uniti liberali e sovranisti. Per i liberali la storia insegna che il loro senso dello Stato è un esempio da seguire, (non a caso i primi due presidenti della Repubblica erano Liberali e facenti parte del medesimo partito). Per quanto riguarda i sovranisti è bene non nascondersi dietro ad un dito. Chi si riconosce nel perimetro politico di centrodestra quando ascolta l’inno d’Italia sale il cuore in gola (non perché per gli altri non lo sia).

Il sovranismo deve essere però responsabile, non deve essere figlio di un
banale padroni a casa nostra oppure escludere a prescindere una persona che vuole costruirsi un futuro nel nostro paese, certamente nel rispetto delle regole. Deve essere innanzitutto un valore a sostegno dell’interesse nazionale. Per sovranismo responsabile si intende certamente difendere gli interessi nazionali ma senza la presunzione di farsi beffa del sistema economico o girarsi le regole a proprio piacimento. Nello specifico i liberali sono necessari in un governo di centrodestra per portare avanti riforme economiche atte a far circolare l’economia e a rendere competitivo il paese in ottica europea ed internazionale, di creare un paese che ragioni nel modo “alzati e fai” non “siediti e prendi”. I sovranisti sono necessari a far
conoscere a tutti noi, ai turisti, agli stranieri onesti, il nostro patrimonio artistico e culturale che tutto il mondo ci invidia, sempre pronti ad alzare il dito e la voce però quando il tricolore venga offeso oppure denigrato.
La battaglia è ardua ma sognare non costa nulla.