Il caos AstraZeneca azzoppa la campagna vaccinale

di Daniele Dell'Orco
30 Giugno 2021

Altro che spallata. Il bimestre giugno-luglio sarebbe dovuto essere quello decisivo nella corsa all’immunità di gregge, e invece la “paura” trombosi legata al siero AstraZeneca e tutto ciò che ne è conseguito (lo stop tra gli Under 60, il “mix” mai davvero gradito dai singoli, le vacanze estive) rischia di far frenare la campagna vaccinale italiana: sono 25 milioni gli italiani che devono ricevere la prima dose e altri 12 milioni che devono riceverne la seconda. Ma sono quasi un milione che dovevano fare la seconda dose AstraZeneca e che ora riceveranno un altro vaccino a mettere la zavorra alla campagna vaccinale. Un rallentamento che potrebbe far slittare in avanti la tanto agognata immunità di gregge.

La nostra campagna vaccinale farà, salvo imprevisti, molto affidamento su Pfizer e Moderna. Ma bisognerà riponderare l’approvvigionamento, visto che al contrario dell’abbondanza di sieri AstraZeneca, per i vaccini a Rna messaggero si dovranno attendere 52 milioni di dosi entro la fine di settembre. Così l’Italia, se verranno confermete le previsioni sugli arrivi fino alla fine del terzo trimestre, rischia di ritrovarsi nei frigoriferi milioni di dosi di Astrazeneca e Johnson e Johnson inutilizzabili. La decisione presa dal ministro della Salute Roberto Speranza, su indicazione degli esperti del Comitato tecnico scientifico dopo la morte della 18enne a Genova e le perplessità di parte della comunità scientifica, ha già obbligato le Regioni a cancellare gli open day – che se verranno riorganizzati, è scritto nel verbale del Cts, dovranno “rispettare le indicazioni per fasce d’età” – e a rivedere l’agenda delle prenotazioni. 

Ma al di là delle polemiche, a preoccupare, lo ha ammesso lo stesso Figliuolo, è il rischio che la campagna possa subire un rallentamento: “Se si fa un piano che poggia su 4 gambe più una che poteva essere Curevac e se poi una di queste gambe viene azzoppata o limitata è chiaro che tutti i piani si rivedono. Non faccio fosche previsioni, sono convinto che a settembre chiudiamo, ma se dovessimo aggiungere un’altra platea, ad esempio 6-15 anni, se Curevac non arriva e se ci sono altri intoppi è chiaro che non ce la faremo”.