Il caccia di sesta generazione Tempest: non è questione di business ma geopolitica

di Davide Gabriele
9 Dicembre 2022

Il Global Combat Air Program (Gcap) è un programma con cui Regno Unito, Italia e Giappone, attraverso le industrie Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries, arriveranno a produrre il caccia di sesta generazione denominato Tempest.

Just business qualcuno potrebbe dire, invece no! La scelta di sviluppare un caccia di ultima generazione con alleati non appartenenti all’Unione Europea, ma membri della NATO, non è casuale.

Francia e Germania infatti stanno collaborando sul progetto denominato Future Combat Air System (FCAS), anche questo un caccia di sesta generazione in cui si investiranno circa 300 miliardi di dollari. L’Italia non parteciperà al programma sostanzialmente per due motivi: il primo è che la tecnologia su cui si baserà il futuro caccia è essenzialmente francese (i prototipi del Fcas sono su modello del Rafale), e ciò avvantaggia l’industria militare della Francia lasciando ai margini quella italiana. Il secondo motivo, il più importante, è che Francia e Germania immaginano un’industria della difesa in cui i paesi dell’Unione sono considerati come meri acquirenti del prodotto e non come partner. 

Il Facs fonda le sue radici sull’idea francese di “Sovranità Strategica” europea, un concetto inviso all’Italia, paese con una visione marcatamente atlantista (da qui la collaborazione con Regno Unito e Giappone).

Anche per il Giappone il programma Tempest è una grande novità. Considerate le continue minacce provenienti dalla Corea del Nord e dalla Cina, il paese del Sol Levante ha deciso di non limitarsi ad essere un mero “consumatore” di prodotti americani, ma di scendere in campo da produttore di sistemi bellici avanzati