I due virus dell’Italia: Coronavirus e recessione

di Michele Orsini
5 Marzo 2020

foto: La Pressa

Due virus circolano nel paese: Coronavirus e crisi. Il primo viene dalla Cina, l’altro è persistente nel nostro paese. Il virus sta peggiorando la salute della nostra economia, già gravemente malata, facendo aleggiare lo spettro della recessione. Il Nord produttivo è fermo a causa del Convid-19, nome scientifico del virus, e ciò mette a grave rischio le imprese della zona che vedono ordini cancellati e chiusure obbligate. Se la situazione si dovesse protrarre a lungo le aziende vedrebbero aggravare la loro situazione enormemente.


I settori più a rischio sono quelli del turismo, del manifatturiero e dei trasporti. Si parla, nel breve periodo, di un mancato PIL tra i 10 e i 30 miliardi di euro. Il turismo sta subendo gravi danni dall’emergenza sanitaria: disdette di massa e minor numero di turisti nelle città. Soprattutto nelle città del Nord che sono state quelle più colpite dal Virus.

Anche il settore del lusso sta subendo non poche ripercussioni a causa sia del minor numero di acquisti che del minor numero di turisti, soprattutto asiatici, che sono una cospicua fetta dei consumatori. Anche altri paesi stanno riscontrando problemi simili ai nostri: ad esempio Toyota, Kia e Hyundai hanno sospeso la produzione e molte società internazionali come McDonald e Starbucks, per citarne due tra le più note, hanno chiuso i locali in molte aree della Cina. 


Il Governo, che ovviamente non è in grado di gestire né la ripresa né il virus, ha già annunciato di voler ricorrere ad una delle due classiche ricette dei governi di sinistra: il deficit.

Almeno è stato sospesa la riscossione dei tributi nelle zone più colpite. Ovviamente questa ricetta, per quanto popolare, non può essere certo risolutiva nel lungo termine. Trump, ad esempio, sta pensando ad un ulteriore taglio delle tasse mentre in Italia di tagliare le tasse, e di conseguenza la spesa pubblica, non se ne parla nemmeno per idea. Le misure americane avrebbero l’effetto di ridurre l’eventuale effetto negativo di una ipotetica recessione. Le nostre, forse, potrebbero tamponare l’emergenza ma non certo sufficienti o necessarie per scongiurare o evitare la crisi. 


Un eventuale recessione sarebbe, ovviamente, una catastrofe per un economia che ancora non si è ripresa dall’ultima crisi. Sarebbero necessarie scelte drastiche, che avremmo già dovuto fare, come i tagli alla spesa pubblica improduttiva e alle tasse. Sarebbe opportuna una riduzione drastica del debito pubblico, tutto questo per rendere permanente il taglio della pressione fiscale. La storia insegna che il modo migliore per uscire da una recessione è proprio questa ricetta, sebbene possa risultare impopolare.

La mancata ripresa della nostra economia è a causa dell’intervento dello Stato in maniera totalmente sbagliata nell’economia. Inoltre come si può pensare di uscire dalla crisi quando le imprese sono schiacciate da un fisco degno di un paese socialista e le persone fisiche, i cittadini comuni, non se la passano meglio. Tutto questo senza contare gli altri balzelli e le altre tasse. Mancano oltretutto degli investimenti, soprattutto nelle opere pubbliche, che permetterebbero non solo al mercato di funzionare meglio ma anche di rilanciare l’economia del paese. 


Già i danni all’economia iniziano a farsi sentire, una possibile recessione andrebbe a peggiorare una situazione economica già precaria. Non possiamo nemmeno confidare in un governo serio e competente visto che non è stato in grado di proporre una riforma seria in tutto il suo operato. In ambito economico l’ultima manovra non è stata certo un esempio di buon governo dato che l’economia ha rallentato ulteriormente e le tasse sono state aumentate, tanto per cambiare, così come il pauroso debito pubblico che le nuove generazioni e quelle future dovranno ripagare.

Nemmeno dall’Unione Europea possono arrivare aiuti sia per fermare il virus sia per fermare o ridurre un eventuale crisi. Come direbbero gli antichi romani “Mala tempora currunt sed peiora parantur”.