Fratelli d’Italia sotto attacco prima dei ballottaggi

di Pasquale Ferraro
11 Ottobre 2021

La destra italiana è sotto attacco,  un’offensiva lanciata dalla sinistra e dalla  stampa allineata per stringere attorno ai partiti di centrodestra un “cordone sanitario” accusandola di continuità fascista prima del voto nei ballottaggi.  Non è una novità, non in questo paese in cui l’ipocrisia non è certo un vizio attuale e di certo la sinistra ne ha fatto il suo marchio di fabbrica. Loro  i sinistri col petto gonfio, e il dito puntato gridano “al fascismo”, blaterano di costituzione “antifascista”, sostengono l’imminenza di una deriva pericolosa, salgono sui rostri  come “tribuni” e accusano. 

Forti delle recenti inchieste di cd “giornalismo libero”, rinforzata dalle schiere di partigiani della venticinquesima ora si preparano ad affrontare l’ultima settimana di campagna elettorale, alimentando e invocando la resistenza politica contro la destra “sovranita”. 

Un film già visto, una pellicola scontata alla quale siamo costretti ad assistere, mentre i temi e i problemi delle nostre città cedono il passo alla retorica della sinistra, alla sua ostinata ricerca del “fascista immaginario”, del “fascista inconsapevole” di murgina memoria, o altre forme di riconoscimento del pericolo nero. 

Tale è l’ostinazione per colpire Giorgia Meloni che la sinistra ha tirato fuori dalla naftalina persino Gianfranco Fini, l’odiato nemico di un tempo, diventato ad oggi esempio di “buona destra”, peccato che all’epoca era solo un “fascista” e che la legge che porta il suo nome insieme a quello del Senatur Bossi è la legge più odiata, contesta dalla sinistra. 

La sinistra ha creato il mostro, un mostro immaginario che sta avanzando come un’ esercito di ombre sull’Italia, ma questo esercito non esiste, è il frutto delle paure, della pochezza politica di una sinistra che non crede più in nulla, ma costruisce nemici da attaccare, colpevolizzare. 

La sinistra chiede a Giorgia Meloni di chiedere scusa, di fare i conti con il fascismo, ma di cosa Giorgia Meloni dovrebbe chiedere scusa? Giorgia Meloni è il Presidente dei Conservatori europei, lo stesso partito europeo di cui hanno fatto parte i conservatori inglesi, il partito di Churchill. Forse qualche domanda dovrebbe farsela chi in gioventù come modello aveva Stalin, e oggi chiede, anzi pretende con arroganza le scuse da chi non deve chiedere scusa a nessuno. 

La destra italiana i conti con il proprio passato li ha fatti da tempo,  ha scelto una via diversa, iniziata già da chi come Giorgio Almirante disse con saggezza “ non rinnegare non restaurare”, perché allora chi visse sotto il fascismo da fascista ebbe il coraggio di non rinnegare, di non assumere la pelle del partigiano del “26 aprile” , ma visse con la schiena diritta, altri forse non possono dire lo stesso.  Dalla svolta di Fiuggi, al Popolo della Libertà, alla nascita di Fratelli d’Italia, tutto è cambiato, l’Italia, la politica, il mondo che ci circonda. Questo è il secolo dei conservatori, dei patrioti, della difesa dei valori su cui si fonda la nostra società. Di certo non è la democrazia ad essere in pericolo, e dì se ci sono minacce allo Stato non vengono da Fratelli d’Italia che è il partito della “legge dell’ordine, sempre a fianco delle forze dell’ordine, dell’integrità dello stato e delle istituzioni. 

Il tempo dei processi politici, ideali è finito, il tempo delle ghettizzazioni, dei cordoni sanitari e politici non è più. 

L’Italia conservatrice e nazionalista, l’Italia Cristiana e fiera, l’Italia del 4 novembre, del Piave e di Vittorio Veneto è ancora viva. L’Italia che non dimentica e custodisce, l’Italia che ha scelto un cammino opposto alle sirene progressiste e iconoclaste. 

L’Italia del marmo contro quella del fango, l’Italia di Roma, contro il multiculturalismo apolide. 

La destra repubblicana esiste, ma non deve essere legittimata da nessuno, perché i soli che hanno il diritto di legittimare la destra conservatrice  e patriottica sono gli italiani, gli elettori. Nessun libello di sinistra, nessun autoproclamato censore ha il diritto di chiedere o pretendere nulla, perché la base di ogni paese democratico è il consenso  popolare, quello che fa di Fratelli d’Italia il primo partito italiano. 

Se la sinistra  ha da riflettere si faccia un esame di coscienza, guardi al proprio passato, alla propria innata ipocrisia, ai controsensi, al giustizialismo giacobino, alle omissioni storiche. Se la sinistra guardasse in casa propria non avrebbe certo il tempo di  guardare in casa altrui. 

La tecnica della demonizzazione in atto è ormai conosciuta e risaputa, e gli italiani non si faranno più abbindolare dagli editoriali zelanti  e dai nuovi “resistenti”, quelli che per dirla con Carlo Calenda – non un pericoloso fascista – hanno fatto “ tre manifestazioni” e si ritengono partigiani. 

Campano di espedienti e reddito di cittadinanza, ma sparlano di movimento operaio, ma di certo non sanno nulla né del mondo operaio né tanto meno dei problemi rilevanti nel mondo del lavoro. Sono troppo impegnati a costruire i campi dì frisbee, una necessità evidente per il paese. 

La sinistra più è irrilevante, più intravede la disfatta, più crea una retorica antifascista in assenza di fascismo, ed allora identifica il nemico in quella destra che non accetta lezioni, che non si piega, che non rinuncia, non svende e non mercanteggia i propri valori. La destra che non deve essere giudicata da chi ne è estraneo alla cultura, alla tradizione, ai momenti storici. Giudicherà solo e sempre il popolo italiano.