Essere conservatori. Il convegno in memoria di Roger Scruton

di Redazione
12 Gennaio 2023

In una gremita Sala del Refettorio alla Camera dei Deputati, Nazione Futura e Rete Liberale hanno ricordato in un convegno la figura di Roger Scruton a tre anni dalla sua morte.
L’incontro, introdotto da Riccardo Lucarelli (Presidente di Rete Liberale), è stato aperto da Andrea Mancia (direttore de “L’Opinione delle Libertà”), dopo il saluto dell’on. Andrea Volpi cha definito le opere di Scruton “tra le più profonde della filosofia
contemporanea”. La tematica su cui si è concentrato il saggista Luigi Iannone concerneva la diffusa e recente popolarità di Scruton. La differenza tra Scruton e i componenti del progressismo disincantato – quello che sfiora il cinismo – (Longanesi o Prezzolini), o in campo letterario (Cioran o Cèlin), o per quanto concerne i cosiddetti “indefinibili” (Mishima, Junger, Evola, Ezra Pound) consiste nel fatto che “tutti [ndr. gli autori citati] declinano il pessimismo in una cupezza senza via d’uscita”. A differenza di questi, motivo per il quale ne scaturisce la popolarità, Scruton, circoscrive questo stesso pessimismo verso la modernità nel suo buon uso “che si alimenta di una ragione civile e politica che si piega al buon senso e al realismo. È di una speranza che può rischiare di diventare pericolosa solo se separata dalla sede e non temprata dall’evidenza della Storia”. In conclusione: “Scruton, partendo da una composita, ampia e strutturata analisi filosofica, riporta noi tutti per terra”.
La parola è passata a Francesco Giubilei (Presidente di Nazione Futura ed editore dei due saggi Roger
Scruton. Vita, opere e pensiero di un conservatore e Vivere Conservatore pubblicati da Historica –
Giublei Regnani) che lo ha ricordato e omaggiato enumerando tre punti cardine del suo pensiero: “Europa, multiculturalismo e il tema della natura”. Giubilei riconosce in Scruton un’icona del conservatorismo verde grazie ai testi Green Philosophy e How to Think Seriously About the Planet, testi che trattano delle visioni riguardanti l’ecologismo a partire dalle piccole località. Il multiculturalismo, un concetto molto attuale, viene delineato nel momento in cui il pensatore inglese parla di oikofobia: “qualcuno viene in una civiltà come quella europea deve rispettare i valori, la Storia e le tradizioni e quelle che sono le radici, nel nostro caso cristiane, della nostra civiltà”. Infine, il tema dell’Europa viene analizzato tramite il manifesto Un’Europa in cui possiamo credere, ideato dallo stesso Scruton e firmato da vari pensatori, in cui il pensatore delinea un’Europa ideale tramite il tracciamento di una serie di punti e riferimenti. “La battaglia politica deve essere preceduta da una grande battaglia culturale” è il messaggio con cui conclude Giubilei, “è per questo bisogna leggere e conoscere una figura come Roger Scruton”.

È tramite “tre schegge di ricordi” che saggista e scrittore Daniele Capezzone omaggia il pensatore inglese: in primo luogo evoca il punto culturale riguardante la tematica dell’ecologismo conservatore e liberale di Scruton: “un ancoraggio feticistico alla tradizione, non come un’ostilità al cambiamento, ma come un invito alla prudenza nel cambiamento, un invito a tenere presente con prudenza il patrimonio che hai ricevuto e l’opportunità che esso non sia danneggiato dal cambiamento”.
L’analisi si sposta sulla seconda “scheggia di ricordi”: qui riporta l’interessante paragone che Scruton fa tra quella scuola della quale è stato prima alunno e poi maestro e di quella degli ultimi anni, quella del
“politicamente corretto”: «la scuola ti deve aprire la mente, senza aver paura della sfida presentata da una visione robustamente diversa dalla tua, e naturalmente tu non devi offendere gli altri». Aprire la mente e non offendere gli altri, questi sono i punti forti, a differenza di quella scuola moderna che preclude una visione alternativa, arrivando a permettere al singolo di “auto-amputarsi la visione di mettersi in confronto con altre: chiude la mente”.
Anche lui, come Giubilei, nel rievocare la “terza scheggia di ricordi” riporta poi l’episodio mediatico che ha coinvolto Scruton, il taglia-cuci giornalistico che ha portato alle sue dimissioni, narrandone la conclusione “social” del giornalista che operò la manipolazione mediatica dell’intervista, che “vittorioso” si scatta e pubblica una sua foto mentre beve champagne “dopo che ha sconfitto il nemico”. Segue poi un messaggio rivolto alla politica attuale e che riprende un quesito posto in apertura di conferenza: «Possono conservatori e liberali stare insieme? Non possono, devono. Qui sarà bene che gli uni e gli altri ci mettiamo in testa una cosa: i liberali, chiunque essi siano, senza i conservatori si possono scordare una maggioranza sociale; i conservatori, senza i liberali, si possono scordare la crescita economica e un dinamismo che è assolutamente necessario».
Il saggista conclude il suo intervento con un insegnamento derivante dal pensiero dello stesso Scruton: «La consapevolezza di avere qualcosa da cui proveniamo e di dover passare ad altri questo testimone ci debba rendere fiduciosi e positivi in un cammino del quale vediamo le difficolta, ma del quale vediamo anche le opportunità e la bellezza».