Dagli antisemiti ai nostalgici comunisti: il PD è un vespaio 

di Jacopo Ugolini
26 Agosto 2022

A questo giro ne abbiamo veramente per tutti: il PD a guida Letta sembra essere colpito da un vero e proprio masochismo politico nella scelta dei candidati all’elezioni del 25 settembre. Quello che esce dalle trattative è un PD dalle svariate sfumature: sicuramente assume una verniciata di rosso comunista, perdendo totalmente l’ala riformista (vedasi le esclusioni di alcuni allora fedelissimi di Renzi), sostituita piuttosto da un “nero, verde e bianco”, e per non farsi mancare nulla lancia diversi impresentabili, secondo la Commissione Antimafia, nell’arena politica siciliana (ricordiamo che in concomitanza con le elezioni politiche, saranno svolte le elezioni regionali in Sicilia in seguito alle anticipate dimissioni del fu Governatore Musumeci). I quattro colori sopra citati non sono chiaramente casuali: sono i quattro colori (appunto, il rosso, il nero, il verde ed il bianco) che costituiscono la bandiera che alcuni esponenti piddini probabilmente sventolerebbero più orgogliosamente rispetto a quella della loro nazione.

 Parliamo della bandiera della Palestina, la cui situazione è tornata alla ribalta negli ultimi mesi per il fatto che, oltre agli ultimi scontri che si sono verificati tra Israele ed i palestinesi, alcuni candidati del PD hanno sui social più volte espresso dubbi sul diritto di Israele ad esistere, confutando la storia e le sofferenze del popolo ebraico e mettendo in risalto le gesta eroica (a lor modo di vedere)del popolo palestinese. Non è sicuramente questo il momento di raccontare le vicende israeliane-palestinesi e la storia della lotta tra questi due Stati. Ora, è il momento della denuncia: denunciare delle posizioni imbarazzanti per la nostra storia fatta di vicinanza ed amicizia con Israele, posizioni offensive per le famiglie ebraiche italiane e posizioni ripugnanti per chi si definisce liberale e democratico, come dovrebbero essere tutti i candidati all’elezioni politiche in un Paese, appunto, liberale e democratico. 

Qualche giorno fa il protagonista era il segretario regionale del PD in Basilicata, Raffaele La Regina, che aveva pubblicato alcuni tweet che mettevano in discussione l’esistenza dello Stato di Israele, prima con un post del 2017 in cui, attaccando Donald Trump (allora Capo di Stato degli States) che ha da sempre difeso ed aiutato Israele, diceva che Gerusalemme è occupata illegalmente e violentemente da Israele. Ma rincara la dose dopo alcuni anni, precisamente a fine 2020, con un altro terribile tweet dove, non contento di criticare Israele, pone la questione sulla legittimità dell’esistenza di Israele, che dice La Regina essere meno credibile degli alieni o del mollicato di Mauariedd (che si scopre essere un piatto di una città “rivale” a Potenza, dove è di casa La Regina). La telenovela si conclude con la necessaria rinuncia della candidatura da parte del diretto interessato “perché il PD viene prima di tutto”… annamo bene

Ma l’antisemitismo, o antisionismo (come preferite), possiamo considerarlo un virus che attanaglia le file del Partito Democratico perché anche di un altro candidato sono emerse alcune esternazioni contro Israele. Si tratta del caso di Rachele Scarpa, una dei giovani candidati lettiani, che più e più volte si espressa contro l’esistenza di Israele, presenziando a manifestazioni pro-Palestina e pubblicando tweet discutibili. Ha espresso, ad esempio, l’invito ad informarsi tramite canali di informazione alternativi ed indipendenti, come (non a caso) Giovani Palestinesi d’Italia, sulla cui pagina Facebook è ben facile leggere commenti ai loro post del tipo Nel conto c’è pure questo scempioPagheranno e con gli interessi. Loro destino è segnato, riferendosi chiaramente al popolo ebraico. Sarà un canale indipendente, ma sicuramente è un canale che non cerca la pace. 

Oltre al grave antisemitismo che dilaga tra i giovani piddini,quest’ultimi si tingono anche di rosso comunista. 7 novembre 2019: una data che ai più non dice niente (come, sinceramente, al sottoscritto) ma che al tal Marco Sarracino ricorda un evento daglorificare con un post Instagram. Si tratta dell’anniversario della Rivoluzione russa d’ottobre del 1917, ossia la rivoluzione che poi portò alla dittatura comunista. Sarracino è candidato alla Camera come capolista a Napoli. Un bel convinto bolscevico candidato nel PD in una posizione fortemente eleggibile. E andiamo avanti così all’insegna della libertà e della democrazia!

Un’altra candidatura che è saltata è quella di Francesco De Angelis, al centro del video in cui vengono riprese le parole dell’ex capo di gabinetto del Sindaco Gualtieri, che appunto era in compagnia del papabile candidato PD De Angelis. Il cosiddetto caso Ruberti fa saltare chiaramente alcune teste, tra cui quella di De Angelis, non più candidato.

Ma non si tratta solo di candidati che si schierano contro l’esistenza di Israele o di video in cui emergono minacce di morteo di un bolscevismo imperante e dilagante. Riguardo le elezioniregionali in Sicilia, dove avremo uno scontro a due tra Renato Schifani, candidato per il centrodestra, e Caterina Chinnici, appoggiata dal PD e i grillini, la commissione antimafia ha rilevato diversi impresentabili tra i candidati del PD. Giuseppe Lupo, già candidato alle Comunali di Palermo, è indagato per corruzione; due candidati, Angelo Villari e Luigi Bosco, sono rinviati a giudizio per il dissesto del comune di Catania quando ricoprivano il ruolo di assessore, il primo si dedicava al Welfare mentre il secondo ai lavori pubblici; infine, concludiamo con Giuseppe Carta, Sindaco di Melilli, in provincia di Siracusa, che ha chiesto il giudizio immediato dopo essere finito in un’inchiesta riguardante un giro di appalti pilotati. 

Andiamo dai nostalgici del comunismo a persone indagate, passando per coloro che, dichiarandosi a favore della Palestina, vorrebbero vedere Israele disintegrato. Forse Letta dovrebbe guardare maggiormente in casa propria, mettendo da parte quella spocchia tipica di colui che vuole insegnare la moralità alle altre persone, ossia al centrodestra.