Cronaca di una crisi annunciata

di Pasquale Ferraro
13 Gennaio 2021

Dopo una lunga giornata di attesa, e con la dovuta suspense Matteo Renzi è apparso in conferenza stampa – insieme alle Ministre di Italia Viva, Bellanova e Bonetti – e senza giri di parola ha annunciato le dimissioni della pattuglia del suo partito dal governo.

Un messaggio chiaro a al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte della serie “ quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Renzi sa giocare bene le partite parlamentari, sa quali mosse fare e quali no, e lo dovrebbe sapere anche il Premier Conte, visto che proprio le operazioni parlamentari di Renzi hanno permesso la nascita del Conte bis, in quella che è  passata alla storia come la “ crisi di agosto” e per i più maliziosi come  quella del “Papete”.

Adesso però l’ex rottamatore contro le previsioni di tutti, i quali ammiccavano dicendo “ non aprirà mai la crisi di governo, troppo debole elettoralmente” l’ha fatto.

Durante la conferenza stampa non ha lesinato accuse durissimi tra cui quella – vera – che Conte rappresenti un vulnus democratico. Cosa che ad onor del vero Renzi ha già più volte ribadito in Senato, tanto da invitare Conte ad utilizzare una terminologia più idonea ad un Presidente del Consiglio e ad abbandonare quel “vi concediamo”  più appropriato ad un sovrano assoluto.

Ci troviamo ad osservare e a commentare la “cronaca di una morte – politica – annunciata”. Infatti Renzi non mette in discussione la maggioranza in quanto tale, ma solo ed unicamente la figura di Conte e de relato quella di Casalino. Un segnale chiaro anche per l’eventuale proseguo della legislatura, che suona come una pregiudiziale netta sull’attuale Premier.

Ora non rimane che attendere le valutazioni di Conte e le mosse del Quirinale, fermo restando che anche l’opposizione se non dovessero palesarsi scelte risolutive da parte del Presidente del Consiglio, potrebbe proporre una mozione di sfiducia.

Rimane in bilico invece l’opzione responsabili, gli amici dell’ex Ministro e oggi Sindaco di Benevento Clemente Mastella, opzione che non potrà certo garantire quella stabilità chiesta dal Capo dello Stato.

In tutto ciò vale sempre la massima di Ennio Flaiano, “la situazione politica in Italia è grave ma non è seria”.