Cintorino (Lega): “I primati di Bonaccini sono bolle di sapone”

di Francesco Mondardini
21 Gennaio 2020

Andrea Cintorino, volto noto della Lega a Forlì e non solo. E’ tra i cinque candidati alle elezioni regionali che si terranno in Emilia-Romagna domenica prossima. A pochi giorni dalle elezioni, la tensione è ormai alle stelle.

Che cosa l’ha spinta principalmente a candidarsi alle elezioni regionali?

La mia prima esperienza politica risale al 2009, in circoscrizione, quando la Lega era agli albori del suo percorso e io, che ero molto più giovane di adesso, ho aderito al Movimento con entusiasmo e tanta voglia di mettermi in gioco. Nel 2017 sono stata eletta all’unanimità segretario prov.le della Lega di Forlì- Cesena, incarico che tutt’oggi ricopro con orgoglio. Dopo 10 anni, per questa candidatura voglio ringraziare prima di tutto il mio segretario nazionale Jacopo Morrone, che ancora una volta ha riposto fiducia nella mia persona e nelle mie capacità. Quando la Lega chiama, non c’è spazio per l’indecisione; bisogna rispondere mettendoci cuore e capacità. Questa è la sfida delle sfide; abbiamo la grande possibilità di liberare l’Emilia Romagna dal giogo della sinistra per restituirla ai suoi cittadini. No ci resta che coglierla al volo e vincere.

Quali sono attualmente i principali problemi da affrontare in Emilia-Romagna, secondo lei?

I primati di Bonaccini sono bolle di sapone. La Regione che sponsorizza in lungo e in largo non esiste, se non nei suoi sogni. Prendiamo ad esempio i dati sul turismo; la nostra riviera registra flessioni preoccupanti in termini di presenze e pernottamenti a causa di una politica unidirezionale, che non ascolta le associazioni di categoria e gli operatori del settore. Anche sul fronte della sicurezza la situazione è grave; alcuni capoluoghi romagnoli continuano a registrare ‘primati’ allarmanti in termini di reati al patrimonio e microcriminalità urbana.

A fronte dei problemi che ha elencato, quali sono le soluzioni prioritarie da adottare? E cosa pensa a proposito della cultura e dei giovani, un tema molto caro a Nazione Futura?

Prima di tutto bisogna saper ascoltare. È partendo dall’ascolto dei cittadini che si può costruire un programma di governo che risponda alle vere esigenze dei territori. Anche sul fronte della cultura dobbiamo porci con lo stesso spirito. I nostri giovani vanno riposizionati al centro dell’azione di governo, rendendoli protagonisti e non spettatori del loro futuro.

Perché, a suo avviso, gli elettori emiliano-romagnoli dovrebbero votare Lucia Borgonzoni?

Per mettere in moto il cambiamento. In questi sei mesi di amministrazione, a Forlì, abbiamo dato prova che il cambiamento è sinonimo di efficienza, crescita e responsabilità di governo. Quello che vogliamo fare, come Lega, è esportare il ‘modello forlivese’ in Regione, puntando sulla capacità di interlocuzione, la sussidiarietà con i cittadini, la sicurezza, la qualità delle iniziative e la tutela del decoro urbano.

Nel caso in cui il centrodestra vincesse in Emilia-Romagna, secondo lei seguirebbe un terremoto anche a livello nazionale?

Assolutamente sì; dopo cinquant’anni di governo della sinistra, la vittoria in Emilia Romagna della Borgonzoni produrrebbe un effetto domino inevitabile sull’attuale Governo giallo-rosso.