Al Colosseo Bergoglio inscena la Via Migrantis

di Alessandro Rico
20 Aprile 2019

Aveva inaugurato la Settimana Santa incontrando Greta Thunberg a Piazza San Pietro. È uno dei due lati del suo pontificato: l’ecologismo radicale. Papa Francesco, dunque, non poteva che usare il Venerdì santo per insistere sull’altro leitmotiv del new deal ecclesiale: l’immigrazione. Jorge Mario Bergoglio è riuscito a trasformare la Via Crucis al Colosseo, con la quale i fedeli ripercorrono le dolorose tappe della Passione di Cristo e della Sua morte in croce, in una Via Migrantis, in cui ogni stazione era l’occasione per proclamare il neodogma dell’accoglienza, dei ponti al posto dei muri.

I due punti più bassi, probabilmente, sono stati la reprimenda alla «durezza di cuore» di chi chiude i porti (Matteo Salvini, ça va sans dire) e il passaggio in cui, clamorosamente, sono state ringraziate le Ong del Mediterraneo. Al Colosseo, duemila anni fa, i santi martiri si facevano massacrare per amore di Gesù. Oggi, nel luogo dove gli imperatori facevano versare il sangue di quei testimoni, linfa della Chiesa, il Pontefice allestisce un mega spot per Casarini.

Nei fiumi di retorica umanitarista (fateci caso: ormai la Chiesa ha totalmente sostituito il concetto di «essere umano» a quello di «persona»), la logica è andata letteralmente a farsi benedire. Non si è capito perché, se la tratta su cui lucrano i nuovi schiavisti va fermata, bisogna spalancare i nostri approdi alle vittime di quella stessa tratta, incoraggiando le partenze e alimentando il business dei trafficanti. Non a caso, persino l’Unhcr ha certificato che, da quando la presenza delle navi Ong nel Mediterraneo si è assottigliata e hanno cominciato a salpare meno barconi, i morti in mare sono diminuiti sensibilmente. Al contrario, avere gli attivisti al largo di Tripoli incentivava i trafficanti non solo a mettersi in mare, ma ad ammassare i disperati sopra imbarcazioni sempre più fatiscenti, ché tanto i «buoni» erano lì, pronti a ripescarli mentre annegavano.

Un ultimo appunto. Sorprende che al Papa e al clero paia non interessare nulla della salvezza delle anime degli stranieri. Ne parlano come fossero fasci di bisogni, pura fisiologia animale. Non s’è mai sentito di un progetto di evangelizzazione. Non s’è mai parlato di far conoscere a questi uomini Gesù. Per i cattolici adulti vige l’indifferentismo religioso. E così, al Venerdì santo, abbiamo lasciato che Cristo morisse per aprire i porti. Andiamolo a raccontare ai martiri di Otranto…