A Budapest Salvini, Orbán e Morawiecki discutono il futuro dell’Ue

di Jacopo Ugolini
2 Aprile 2021

Si è svolto ieri un incontro molto importante per il futuro partitico dell’Unione europea: Salvini, insieme a Morawiecki, il leader del partito polacco PIS e Primo Ministro, si è recato a Budapest per incontrarsi con Vicktor Orbán, Primo Ministro ungherese e leader di Fidesz, da poco tempo fuoruscito dal PPE. L’obiettivo di questo incontro trilaterale è stato quello di avviare un dialogo in vista della creazione di un grande nuovo partito europeo che si andrebbe a collocare alla destra del PPE. Più volte, durante la conferenza finale, il leader della Lega ha parlato di un “rinascimento” europeo dopo la guerra pandemica che l’intera Europa sta affrontando. Un rinascimento che però, precisa Salvini, dovrà avere al suo centro l’identità europea, l’identità religiosa giudaico-cristiano, il diritto alla libertà e la famiglia naturale. 

Salvini ha parlato di una presenza necessariamente più consistente dell’Unione Europea in determinati settori fondamentali per i cittadini europei, come la difesa dei confini. Un particolare molto interessante delle parole di Salvini sta nella precisazione che “i problemi di un Paese non vanno ridistribuiti tra i diversi Paesi europei”, con un riferimento implicito anche alla redistribuzione dei migranti, infatti non risolviamo questi macroproblemi con mere redistribuzioni o chiusure portuali. Il problema delle migrazioni tocca l’intera Europa e se non vogliamo una graduale sostituzione etnica, l’Europa deve agire insieme e in modo deciso. 

Per la sinistra che, come ha detto Salvini, domina politicamente, ideologicamente e culturalmente in Europa, da ieri si pone davanti un nuovo (possibile) avversario, che ha un preciso obiettivo, cioè quello di essere il primo partito europeo.