Stadio di Monaco arcobaleno “contro” Orbán: l’UEFA dice no

di Daniele Dell'Orco
22 Giugno 2021

La UEFA tira dritta e se ne frega del politicamente corretto. O almeno lo fa in via puramente formale (che già non è poco). In vista della partita del girone F tra Germania e Ungheria, infatti, in programma a Monaco di Baviera, il sindaco bavarese Dieter Reiter aveva voluto di illuminare d’arcobaleno l’esterno dell’avveniristico Allianz Arena che ospiterà il match. Il tutto in “sostegno” del movimento LGBT. Ma, di fatto, un modo per attaccare le politiche conservatrici del premier ungherese Viktor Orbán.

Dall’UEFA, però, è arrivato un no secco. L’istituzione continentale, nella manifestazione più politicizzata di sempre, ha ribadito la sua neutralità. Così come aveva impedito alla nazionale Ucraina di scendere in campo con simboli e slogan pro-Crimea, e aveva condannato la scelta del portiere tedesco Manuel Neuer di indossare una fascia da capitano arcobaleno, l’UEFA, che poco può fare per impedire ai calciatori “volontari” di inginocchiarsi prima per le partite per sostenere il movimento Black Lives Matter, ha sentenziato:

“La UEFA comprende che l’intenzione è quella di inviare un messaggio per promuovere la diversità e l’inclusione – si legge in un comunicato della Federazione -, una causa che la UEFA sostiene da molti anni, avendo unito le forze con i club europei, le squadre nazionali e i loro giocatori, lanciando campagne e numerose attività in tutta Europa per sottolineare come il calcio dovrebbe essere aperto a tutti. Tuttavia, la UEFA, attraverso i suoi statuti, è un’organizzazione politicamente e religiosamente neutrale. Dato il contesto politico di questa specifica richiesta – un messaggio che mira a una decisione presa dal parlamento nazionale ungherese – la UEFA deve declinare questa richiesta”.
La Uefa ha quindi messo sul piatto due date alternative per l’iniziativa tedesca: il 28 giugno – il Christopher Street Liberation Day – o un giorno tra il 3 e il 9 luglio, settimana del Christopher Street Day a Monaco, in cui però non sono previste partite.

Dal canto suo l’amministrazione bavarese replica così: “L’arcobaleno sarebbe un segnale che rappresenta la libertà della nostra società. La bandiera rappresenta come vogliamo vivere, nel rispetto reciproco e senza discriminazioni”. Presa di posizione anche dalla Francia: “Mi rammarico per questa decisione, penso che sarebbe stato un simbolo molto forte”, le parole del segretario di Stato per gli affari europei, Clément Beaune, riportate dalla stampa transalpina. “Siamo al di là di un messaggio politico, è un messaggio di valori profondi”.

Insomma, alle istituzioni non va giù che non si possa politicizzare lo sport. Anzi, politicizzarlo ma solo come dicono loro.