Serra vuole spiegarci come dovrebbe essere la destra

di Pasquale Ferraro
15 Febbraio 2021

Non succede raramente nel nostro paese che giornalisti, intellettuali e editorialisti vari, rigorosamente allineati al pensiero unico della sinistra, cerchino di spiegarci come dovrebbe essere la destra. Quali a loro insindacabile giudizio dovrebbero essere i paradigmi di una destra moderata e liberale. In poche parole una destra fatta ad immagine e somiglianza , e ad uso e consumo della sinistra radical chic.

L’ultimo sermone in ordine di tempo, è quello che Michele Serra nell’edizione domenicale di repubblica metta in scena nella sua celebre “amaca”. Dopo un’analisi sulla destra americana, il partito repubblicano e il suo rapporto con Trump – fresco di assoluzione da parte del senato –, si è spostato ad analizzare ed esaminare lo stato della nostra destra.

A giudicare da quanto scritto, per la voce storica di repubblica, non esiste in Italia una destra presentabile, europea, liberale e moderata: Berlusconi? Il fondatore del populismo. Meloni e Salvini due pericolosi sovranisti, e poco importa se Giorgia Meloni è presidente dell’ECR e Matteo Salvini con la Lega sostiene il governo guidato da Mario Draghi ex Presidente della BCE, del resto “una rondine non fa primavera”.

Com’è possibile si domanda Serra meravigliato, che gli antagonisti del centrosinistra siano delle forze antieuropee?  Peccato che l’opinionista satirico del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, abbia – cosa comune a sinistra – la memoria corta, perché altrimenti dovrebbe domandare con il medesimo stupore al partito democratico come può essere stato ed essere tuttora alleato di un partito – il M5S – che solidarizzava con i “gilet gialli” che hanno messo Parigi e l’intera Francia di Macron a ferro e fuco, e che sono scesi in politica con l’obbiettivo di realizzare l’Italexit, salvo successiva folgorazione sulla via di Bruxell. Domande alle quali dalle parti dei salotti radical chic si preferisce non dar seguito.

In verità è sempre la medesima vocazione inquisitoria della sinistra pseudointellettuale, troppo impegnata a giudicare la destra, sempre con l’occhio fisso nel buco della serratura altrui, ma totalmente silente sullo stato della sinistra.

Perché se guardassero con lo stesso spirito critico e un po’ di oggettività a sinistra, scoprirebbero che la sinistra non esiste, non è più nulla. E che il vecchio spettro di Marx si aggira fra lamenti e tintinni nell’oblio totale di un mondo quello della sinistra che invece della rivoluzione oramai preferisce la restaurazione e l’autoconservazione di se stessa.