Roma 2021: gli errori che il Centrodestra non può commettere

di Lorenzo Angelini
12 Ottobre 2020

Neanche il tempo di riprendere il fiato dopo le recenti elezioni regionali che subito ci si deve concentrare per un’altra battaglia elettorale, quella per Roma del 2021.

In fondo la politica è così, una volta finita una tornata elettorale ci si ferma solo poche ore per fare le dovute analisi, negative o positive che siano e poi si riparte per i prossimi obiettivi.

Le elezioni per la Capitale sembrano lontane, eppure iniziano a vedersi manifesti con Matteo Salvini in prima persona a rivendicare sicurezza e pulizia, mentre Giorgia Meloni ha recentemente annunciato un tour per i municipi della città per “evidenziare le criticità della Giunta Raggi”, piccoli segni questi che la campagna elettorale è già iniziata, almeno per quanto riguarda la coalizione di Centrodestra e non potrebbe essere altrimenti, visto che si preannuncia una battaglia più difficile di quello che si può immaginare ed il margine di errore è veramente minimo.

Sicuramente, l’errore che il Centrodestra non può e non deve permettersi è quello che ha portato l’intera coalizione a spaccarsi alle amministrative romane del 2016 e a regalare la Capitale al Movimento 5 Stelle, vale a dire puntare sul candidato sbagliato. Infatti, è sempre più evidente ormai che non bastano più i voti di lista per vincere e che gli elettori, attualmente, sono più attenti al nome dell’uomo o della donna di punta.

Nel 2016 ricordiamo che inizialmente si cercò di puntare su Guido Bertolaso, idea che provocò reazioni contrastanti, perlopiù negative, su tutti i fronti e che obbligò Giorgia Meloni a scendere in gioco direttamente, affiancata da una Lega ancora non pronta per un palcoscenico complicato come quello romano – tanto che non superò la soglia di sbarramento – e con Forza Italia che insieme ad altri uomini di punta del Centrodestra decise invece di appoggiare la candidatura civica di Alfio Marchini.

Questo appena descritto è uno scenario che non deve assolutamente ripetersi, ma sembra a essere alquanto complicata la ricerca del candidato ideale, perché pare che nessuno dei politici di rilievo del panorama romano sembri voler rischiare la carriera per governare la Capitale. Infatti, Roma ha una rilevanza centrale per gli equilibri politici del nostro Paese, ma non ha gli strumenti, le risorse e i poteri per consentire al futuro Sindaco di fare bene. La conseguenza di ciò è che il vincitore potrebbe rischiare un enorme fallimento che si potrebbe ripercuotere sulla stabilità nazionale.

Esattamente come cinque anni fa, quindi, la partita non sembra essere iniziata col piede giusto e ancora una volta sentiamo parlare di una candidatura civica per unire la coalizione di Centrodestra.

Roma non è una città come le altre e da sempre, in tutte le fazioni politiche, per poter ottenere risultati importanti sono stati necessari nomi autorevoli che trainassero più voti possibili e questo, per un popolo come quello romano, va fortemente in contrasto con quel civismo che invece in altre città spesso si trasforma nella chiave di volta per la vittoria finale.

Solo di recente si è paventata la possibilità della candidatura, di nuovo civica, di Massimo Giletti che lui stesso non ha smentito; senza voler mettere in discussione né l’uomo, né tanto meno il giornalista non sembra proprio che questa ipotesi riesca a convincere la base dirigente dei partiti della coalizione di centrodestra.

Altre possibilità ce ne sarebbero, ma più di uno ha già gentilmente declinato l’invito per i motivi già descritti in precedenza.

Serve un candidato che abbia le spalle larghe per poter reggere i colpi che la Capitale è capace di dare; un candidato che conosca bene la città dal centro alla periferia; che sappia intervenire con decisione quando sarà necessario e quando si presenteranno delle criticità, ma anche che abbia abbastanza carisma e leadership per poter andare a battere i pugni sui tavoli del Governo centrale.

L’auspicio è che si mettano da parte i calcoli per il successo personale del singolo e che a vincere sia il senso di responsabilità: ne va il futuro della città più bella del mondo.