Quirinale: adesso tocca al centro destra 

di Pasquale Ferraro
14 Gennaio 2022

Mentre stampa e politica si dividono sull’immaginario – perché tale è  – duello fra Silvio Berlusconi e Mario Draghi sul Colle, l’identikit del possibile inquilino del Quirinale condiviso dalla maggioranza necessaria rimane tutt’ora avvolto in un alone misterico, tipico delle settimane che precedono l’elezione del Presidente della Repubblica. 

Silvio Berlusconi ha voluto certamente mettere un po’ di napalm sul fuoco, facendo trapelare l’indiscrezione secondo cui senza Draghi gli azzurri non sosterrebbero alcun governo di larghe intese. Per tutti e soprattutto per gli orfani dell’antiberlusconismo d’antan  questa frase  è stata interpretata come una velata – ma non tanto – minaccia diretta all’ex Presidente della BCE, ma sopratutto a quei partiti ancora possibilisti su un possibile approdo di Mario Draghi al Quirinale, e in particolare per sbarrare la strada ad un candidato di centrodestra marcatamente tale. 

Secondo Repubblica “ Berlusconi sfida Draghi”, ma in verità siamo in quella fase che precede l’inizio delle trattative vere e proprie e che condurranno all’elezione del Capo dello Stato. 

Berlusconi si giocherà la partita decisiva fra la quarta e la quinta votazione, quando il quorum consentirà al centrodestra e ad alcuni alleati ( centristi di Italia Viva e transfughi grillini ) di poter procedere all’elezione di Silvio Berlusconi o cosa da non escludere di un candidato di centrodestra con un profilo diverso dall’ex premier, più giovane, e parte integrante dell’apparato istituzionale. 

Per ora e sopratutto in attesa del vertice di centrodestra non trapela nessun nome se non quello di Berlusconi, ma  non è un mistero che vi siano altri possibili candidati che possano oltrepassare eventuali ostacoli al cammino della candidatura del Cavaliere. 

Lo sa bene Matteo Salvini e anche Giorgia Meloni, e lo sa anche e sopratutto Matteo Renzi che attende l’inizio della fase interlocutoria per scendere in campo con il suo ruolo di regista e abile giocatore di scacchi. 

Non è un caso che proprio l’ex Premier intervenendo a  Porta a Porta si è detto favorevole alla proposta del segretario del Carroccio di un rimpasto di governo con i leader dentro l’esecutivo a fungere da garanti, mentre il segretario del Pd non solo ha declinato l’offerta. Chiaramente dalle parti del Nazareno guardano con sospetto ad una convergenza fra i due Mattei da sempre temuta. 

La palla è chiaramente nelle mani del centrodestra che come abbiamo ampiamente detto e scritto  qui su Nazione Futura in questa partita si gioca tutto: il presente e il futuro della colazione e di conseguenza del governo che verrà. 

Dalla quarta votazione il centrodestra deve puntare all’elezione aggregando ma con una figura che appartenga alla propria area culturale e politica, senza cadere nel tranello della sinistra che aspira ad essere della partita se i candidati di centro destra dovessero frantumarsi sul muro di eventuali “franchi tiratori” – la più temuta specie della zoologia parlamentare. 

I precedenti parlano chiaro, ma la specie in questione è più diffusa nella selva sinistra e meno nel centrodestra, nonostante i poco edificanti esempi giunti dalla Sicilia e dalla Puglia, che mostrano alcune increspature e giochetti di potere locale che al momento non sono semplicemente fuori luogo sono a dir poco folli, e non possono che essere annoverati fra le pieghe di una certa miope e mediocre politica di alcuni altrettanto piccoli e mediocri politici di provincia. 

La partita per il centro destra non è solo fondamentale, ma prioritaria su tutte le beghe regionali, provinciali e comunali. Alla vigilia di un momento a dir poco storico, quasi chimerico, non si possono aprire brecce, indebolire le fila, prima della battaglia. Sperando che il tutto venga archiviato al più presto non ci resta che attendere il vertice del centrodestra, le valutazioni di Berlusconi e le mosse di Salvini e Meloni. Sperando di centrare un obiettivo fondamentale nelle future dinamiche politiche, alla vigilia di prossime elezioni, che potrebbero arrivare prima di quanto si pensi.