Pianeta Letta: la sinistra allo sbando

di Pasquale Ferraro
19 Maggio 2021

Lo spettro che si aggirava per l’Europa è da tempo sepolto sotto i colpi di quella sinistra americanizzata e liberal che ha dato via l’anima per salvare la pelle, dimenticandosi che senza anima non si è più nulla. Nessuna battaglia per i lavoratori, nessuna lotta sindacale contro lo strapotere delle multinazionali, o per salvaguardare l’occupazione in un mondo del lavoro surclassato da infinite incertezze.

Figuriamoci poi se fra una manifestazione pro immigrazione e una per il Ddl Zan, i nostri sinistri hanno qualche minuto da dedicare allo stato in cui versano le miriadi di giovani del mezzogiorno privi di un futuro, di qualsiasi certezza che possa fungere da base solida su cui poter edificare una famiglia, comprare una casa o semplicemente  vivere degnamente ? Assolutamente no. Sono battaglie e lotte che non attraggono più la nuova sinistra politicamente corretta e arcobaleno. 

Su questa linea anche il neo segretario Enrico Letta sembra essersi adagiato, limitandosi ad ammettere che il Pd non è in sintonia con i bisogni della gente.  Un’ammissione che non trova alcuna risposta nei fatti concreti della sua segreteria, che davanti ad una delle peggiori emergenze economiche e occupazioni e sotto la pressione di un invasione migratoria si limita a proporre – rasentando il ridicolo – il voto ai sedicenni e lo ius soli.

Proposte che seppur nella loro risibilità celano una strategia disperata di una sinistra senza idee, quella di puntare su un elettorato giovane, ma soprattutto chiamato alle urne prematuramente e gli immigrati e i figli di immigrati che la sinistra cerca di accaparrarsi. Il problema però oltre le fantasie che albergano sul pianeta Letta, sito in quel che rimane di Via del Nazareno, cozzano con la realtà, e il sorpasso storico nei sondaggi da parte di Fratelli d’Italia nei confronti dello stesso Pd è la traduzione plastica di un fallimento annunciato.

 Non pago lo stesso Letta passa le sue giornate a provocare Matteo Salvini e la Lega, socio di maggioranza di questo governo e secondo fonti vicine al governo, scatenando  l’ira di Draghi.

Per quanto si tenti di cercare una logica in tutto ciò, quello che ne traspare è l’intrinseca debolezza di un mondo senza punti cardinali costantemente soggetto alle mode passeggere, in auto promozione perenne per conquistare spazi politici. Un valzer caotico che ha portato il Partito Democratico in meno di cinque anni ad un emorragia di consenso impressionante, dal 40% a meno del 18 %, la fine di un’epoca in un cui il Pd o meglio una parte di esso si era immaginato perno del sistema, un po’ come la vecchia DC, senza però tenere presente che la politica oggi è liquida e il consenso è ballerino. 

I numeri impietosi spingono Letta ad una nuova proposta rivoluzionaria, il proporzionale, ultimo tentativo, altrettanto ingenuo di salvare il salvabile.