Manifesto per l’Ambiente

di Davide Gabriele
20 Ottobre 2020

Occuparsi di tematiche ambientali non è soltanto un dovere morale, ma anche una questione pratica, politica. I progressisti si sono appropriati di spazi che la destra, o le destre, hanno lasciato vuoti per troppo tempo. Tra questi c’è il tema ambientale.

Francesco Giubilei nel suo ultimo libro “Conservare la Natura” e Ferrante De Benedictis autore del libro “L’uomo custode della natura”, rispettivamente presidente e vice presidente del movimento di stampo conservatore Nazione Futura, affrontano dettagliatamente la questione e condividono spunti di riflessione che sono la fonte ispiratrice di questo manifesto.

Un manifesto con un’anima conservatrice che intende preservare la natura e che considera l’uomo quale parte del creato e non una minaccia del pianeta.

1.  Un nuovo patto tra natura e uomo

Riscoprire l’antico patto tra uomo e natura nel nome della tutela e della conservazione naturalistica. Ciò significa adottare una politica ambientale che  consideri l’uomo quale parte del creato, della natura, e non come elemento estraneo o addirittura ostile. Solo così l’uomo sarà in grado di vivere in armonia con l’ambiente che lo circonda, senza dover sacrificare istanze di crescita necessarie per un sano sviluppo della vita umana.

2.  Cambiare con gradualità

Introdurre misure che tutelino l’ambiente in maniera progressiva per favorirne l’integrazione con le esigenze di crescita sociale ed economica. Al contrario il cambiamento repentino di leggi e norme a tutela dell’ambiente potrebbero creare forti squilibri all’interno dei sistemi economici. Occorre ragionare dunque in termini di gradualità in modo da permettere al tessuto sociale di riconvertirsi senza brusche discontinuità e nel rispetto delle nuove direttive. Ciò permetterà di tutelare l’ambiente salvaguardando al tempo stesso la tenuta sociale.

3.    Pensare localmente. agire globalmente

L’essere umano che non cura il territorio in cui vive difficilmente svilupperà sensibilità ecologica. È l’amore per il nostro territorio che ci spinge a tutelare il luogo in cui viviamo. Pensare soluzioni locali permetterà alle comunità di vivere fisicamente il cambiamento, di essere parti attive e concrete delle istanze che riguardano la tutela dell’ambiente.

La globalizzazione di contro ha acuito i problemi ambientali accrescendo il fabbisogno energetico globale ed il consumo di risorse. È fondamentale il recuperare una sovranità in campo energetico in maniera da stemperare i conflitti geopolitici e ridurre i fattori inquinanti.

4.    No alle tasse etiche

Bisogna premiare i comportamenti virtuosi in favore dell’ambiente consolidando una cultura ambientale attraverso un processo di formazione/informazione. La questione ambientale non può risolversi esclusivamente mediante l’adozione di strumenti disincentivanti o misure punitive (multe, tasse). Tanto il favorire i comportamenti utili quanto il perseguire quelli dannosi sono due facce della stessa medaglia il cui adeguato bilanciamento produce le giuste sinergie a tutela dell’ambiente.

Una possibile risposta è nell’implementare nuovi standard commerciali, in primis da parte della Pubblica Amministrazione, che si deve fare promotrice d’iniziative a sostegno dell’efficientamento energetico, e dell’uso crescente di vettori energetici meno impattanti (energia elettrica ed idrogeno).

5.   Un nuovo modello economico

Che passi dal “free trade” al “fair trade”, e dove il tema ambientale ed energetico diventi un driver importante, “fair trade” significa controllare a monte la filiera del valore, contrariamente al “free trade” che valuta invece la solo congruità del prezzo finale, senza tener conto dell’etica del lavoro e della sostenibilità energetica ed ambientale.

6.  Le Nazioni sono protagoniste nella tutela dell’Ambiente

La questione ambientale rientra nell’ambito delle competenze nazionali, si basa su principi universali e si concretizza in azioni locali che valorizzano il legame uomo-ambiente. La ricchezza naturale degli innumerevoli territori nazionali non può essere salvaguardata imponendo soluzioni standard, omogenee e globali. Solo in ambito nazionale, invece, è possibile perseguire le giuste politiche ambientali, attagliate ognuna alla specificità di ciascuna realtà territoriale.

7.   La bellezza è nata nell’ambiente

La natura va conservata e protetta per la sua bellezza. L’uomo, infatti, perviene alla sua completa realizzazione anche contemplando quel sentimento che la bellezza suscita e di cui  la natura rappresenta una fondamentale  garanzia. La bellezza è spesso indicatrice di salubrità ed equilibrio.

8. Fiducia nell’Individuo

Lo Stato deve creare le condizioni affinché le persone possano contribuire da sole alla tutela dell’ambiente, favorendo così un ambientalismo che nasce dal basso e non imposto dall’alto. Avvicinare i cittadini al processo decisionale nell’individuazione di soluzioni di tipo ambientale consentirà di rendere tali scelte più efficaci ed incisive a tutela dei territorio.

9. Il decentramento urbano contro il gigantismo umano

Il recupero delle nostre periferie oltre ad evitare un pericoloso depauperamento delle  aree urbane consentirebbe di evitare ulteriore consumo di suolo e cementificazioni selvagge, garantendo al contempo i giusti spazi e la giusta armonia senza per questo sacrificare i bisogni sociali. Oggi viviamo in case e città sempre più piccole ed affollate, per questo è di fondamentale importanza che l’uomo possa riappropriarsi dei propri spazi per vivere, per creare e per condividere.

10.  La Campagna e la Cultura rurale

Il recupero della campagna come luogo dove vivere e prosperare è un tema importantissimo così come lo è altrettanto il  nostro dovere di  tutela e conservazione  della straordinaria ricchezza costituita dalla cultura rurale italiana.