L’Italia che si accanisce contro il patrimonio immobiliare

di Redazione
14 Maggio 2020

Si potrebbe partire dalla patrimoniale, tutt’ora esistente e quanto mai massacrante, e soprattutto dal senatore Mario Monti, presunto salvatore della Patria, invero spietato killer, che nel 2011 ha triplicato la tassazione sull’immobiliare, devastando un intero settore e contribuendo all’assassinio della classe media italiana, già allora fortemente colpita da una globalizzazione selvaggia ed iniqua. Oppure, si potrebbe iniziare dai mille immobili occupati illegalmente in tutt’Italia dai cosiddetti centri sociali, spesso, sulla base delle cronache e delle inchieste giudiziarie, centro di spaccio di droga, di prostituzione e di attività criminale di vario genere. Se non di un vero e proprio scambio clandestino di appartamenti, su cui le forze dell’ordine molte volte chiudono un occhio, barra due, per quelle che vengono chiamate esigenze di ordine pubblico. O ancora, si potrebbe cominciare da quella marcata ideologica matrice anti-proprietà privata che era nel Dna del Pci, e che è rimasta tutta intatta nei diversi, molteplici passaggi del partito, financo all’attuale Partito Democratico, niente affatto immune da istanze marxiste di redistribuzione della ricchezza, immobiliare compresa, volta in particolare a danneggiare l’odiata borghesia del Paese, non importa se piccola, media o grande.

O si potrebbe esordire con l’atavica super-mega-galattica tafazziana oppressione fiscale sulle seconde case, da sempre considerate case del demonio, e trattate alla stregua di fiori del male, anche durante il Covid19, con l’esecutivo che le ha ritenute appestate per moltissimi giorni. O si potrebbe debuttare con quel diffusissimo senso di diseducazione civica che trasforma teppistelli e vandali da strapazzo in writers, facendo assurgere a sedicente forma d’arte l’obbrobrioso scarabocchio sul palazzo, magari antico, magari di una città d’arte, magari della Capitale del Paese, sul quale Sindaci e Vigili urbani fanno orecchie da mercante, per incapacità e impossibilità di mezzi, persone e tempo. Si potrebbe, già: ma forse, e probabilmente, è più giusto e più leale che il principio siano i sacrifici, le lacrime, le nottate, le sofferenze, a volte il sangue, in grandissima parte esercitati e patiti onestamente da chi ci ha preceduto per acquistare quegli immobili, oggi barbaramente vilipesi dalla maggioranza di centrosinistra, dal governo-Conte, da qualche primo cittadino talebano del passato sconfitto dalla storia, da qualche Governatore nostalgico dei soviet, dai novelli espropriatori proletari del Movimento Cinque Stelle e dai soliti noti della stampa progressista, sempre arrogantemente prevalente e sempre pronta a mostrare quel volto che ad esempio durante la Guerra Fredda alla libertà e alla democrazia offerta dagli Stati d’Uniti d’America gli faceva preferire dissennatamente e malvagiamente l’oscurantismo e la tirannia del blocco comunista. Insomma, le case non sono soltanto soldi, fredde metrature e cubature, ma come canterebbe Lucio Battisti sono soprattutto emozioni. Lyman Frank Baum, a cui si deve il celebre romanzo della letteratura per bambini ‘Il meraviglioso mago di Oz’, sosteneva che “non c’è nessun posto come la propria casa”.

David Grossman, considerato tra i più grandi romanzieri contemporanei, scrive: “Se potessi ti comprerei una casa grande enorme capace di contenere la tua anima e la riempirei con tutti i tuoi sogni grandi e piccoli”. George Herbert Di Cherbury, noto poeta inglese, ha affermato che “chi vuole star bene, non deve uscire da casa propria”.
Lo scrittore e drammaturgo romano, Publilio Siro, diceva: “Chi vive in esilio senza casa è come un morto senza tomba”. Secondo lo scrittore britannico John Clare “come il nido per un uccello della foresta, la casa è il nostro tutto e il nostro luogo di pace”. Don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, ha dichiarato che “la casa è il luogo della memoria”. Eppure in Italia quando c’è una crisi, di qualsiasi tipo, la scure si abbatte sul solito pollo da spennare, il proprietario. In Italia i prezzi degli immobili sono in calo da anni, da ben prima della pandemia del coronavirus. E solo in Italia. La patrimoniale che li colpisce, invece, quella non cala affatto. Il cosiddetto decreto Rilancio, appena varato, ha disposto (giustamente) la sospensione delle imposte, però solamente per le attività turistiche: per il tutto, tantissimo, resto il 16 giugno i proprietari dovranno versare i primi 11 miliardi di euro dei 22 annuali dell’IMU.

#andratuttobene? No, per niente. E se non arriveranno tutti i soldi, ecco che è già pronta la classica sinistrorsa motivazione dell’evasione fiscale, con ampie paginate giustizialiste a firma di Marco Travaglio su “Il Fatto quotidiano”. Ma non sarà evidentemente così. Mentre sicuramente al proprietario che per esempio per tirare a campare, lui e famiglia, è costretto a dire no alla riduzione di un canone di locazione, gli viene addebitata la patente di criminale affamatore della povera gente. Addirittura per Beppe Severgnini, che vorrebbe saperne il nome, è: a) un sospetto evasore b) una persona da non stimare.
No, non servono commenti. Gli aiuti ai cittadini degli Stati Uniti per i danni del virus sono senza distinzioni per attività e con un limite di reddito non basso. Per una famiglia di 4 persone, 3.400 dollari sul conto. In Italia, i proprietari si accontenterebbero di un 2020 Imu free. Perché anche loro, incredibile (si fa per dire) ma verissimo e attualissimo, sono essere umani e possono essere in seria, serissima difficoltà economica. E considerare “parassitario”, come fanno persino anche alcuni sedicenti liberali italiani, più o meno famosi, il reddito da locazione è proprio da marxisti. Lo sanno bene le imprese e le famiglie proprietarie, che in questo periodo particolare stanno soffrendo sia per le difficoltà dei loro conduttori sia per gli immutati pregiudizi ideologici di tanti. Di troppi. Insomma, il 16 giugno i proprietari dovranno pagare i primi 11 miliardi di euro della patrimoniale sugli immobili (gli altri 11 a dicembre). C’è solo da capire dove prenderanno i soldi: ma in questo ‘benedetto’ Paese, specie in questa fase, è un dettaglio…

Alberto Ciapparoni