Le elezioni infinite e il futuro di Trump

di Pasquale Ferraro
10 Novembre 2020

Alla fine ha vinto Joe Biden,  in quella che rimarrà – in attesa di essere smentiti dalla storia – la più complessa campagna elettorale e il più teso spoglio della storia moderna delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.  Non è riuscita per la sfortunata complicità di molti fattori a Donald Trump l’impresa di ottenere la riconferma alla Cada Bianca per i prossimi quattro anni, nonostante il tycoon abbia ottenuto cinque milioni di voti in più rispetto alle elezioni – quelle vinte – del 2016.

Non c’è stata l’attesa onda blu dei democratici, i quali hanno avuto la meglio con la complicità del voto via posta e della campagna mediatica sul covid-19 che è riuscita nell’impresa di mettere in secondo piano i successi di una presidenza che in quattro anni, di risultati ne ha ottenuti, e solo la ceca e miope avversione politicizzate di molti osservatori si ostina di negare. I risultati ottenuti da Trump in campo economico e in politica estera rimarranno scolpiti nella memoria storica, e non potranno essere cancellati.

Cosi come quella straordinaria vittoria nel 2016, ottenuta contro tutto e tutti, che ha lasciato molti snob della politica smielata con l’amaro in bocca e una rabbia repressa per quattro anni e ora sfogata nei fiumi di dichiarazioni ed editoriali su Joe Biden e la sua vittoria in questo nefasto 2020.

La strada da qui al 20 gennaio, giorno dell’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti è irto di ostacoli, e con i repubblicani pronti a dare battaglia, come già anticipato da Rudolf Giuliani, l’ex Procuratore e poi Sindaco di New York – quello che collaborò con Boris Giuliano e Giovanni Falcone sulle indagini riguardanti Cosa Nostra in salsa USA – ma anche a smentire molte voci secondo le quali il GOP stia per abbandonare Trump, il capogruppo di Maggioranza al Senato  Mitch McConnel ha affermato che “il Presidente ha tutto il diritto di richiedere il riconteggio dei voti”, un chiaro segnale anche ai quattro senatori repubblicani che si erano affrettati ad inviare le congratulazioni a Joe Biden.

Perché se infatti l’ex Vicepresidente è il candidato più votato di sempre coi sui  75 milioni di voti, Donald Trump è il secondo con più di 70 milioni di voti, che ne fanno il candidato repubblicano più votato di sempre. Dati che fanno ben capire come la parabola ti Trump, sia ben lontana per ora dal viale del tramonto e soprattutto che il Presidente detiene ad oggi la massima fiducia dell’elettorato conservatore.

Non solo ma tra il 2016 ed oggi il Presidente Trump ha portato al “partito di Lincoln” la classe operaia, e non è un caso che nell’ultima conferenza stampa dalla Casa Bianca, quella censurata da molti network, Trump abbia parlato di “partito dei lavoratori” definizione fino a dieci anni fa impensabile per il “Grand Old Party.

Questo non vuol dire che Trump ritornerà in scena nel 2024, anche se non è  difficile immaginarlo conoscendone il temperamento. Non sarebbe il primo caso, già il Presidente Grover Cleveland fu rispettivamente il 22° e il 24° Presidente, ed unico fino ad ora ad aver ricoperto due mandati non consecutivi. Ma potrebbe anche sorgere una figura nuova o quasi che saprà dar voce a quel popolo galvanizzato da The Donald in questi quattro anni.

Tutto dipenderà dalle prossime settimane, e soprattutto da come si evolverà la contestazione per brogli che la campagna di Trump porta avanti in direzione Corte Suprema.

Certo non poco sarà determinato anche dagli effetti di una presidenza Biden, già annunciata come di transizione, oltre che per l’età dell’ex vicepresidente, ma anche per il rampantismo di molti democratici, prima fra tutte la Vicepresidente eletta Kamala Harris.

Se Biden vedrà la sua moderazione soccombere sotto le spinte dell’aria radicale e socialista del partito o se con l’aiuto dell’ex Presidente e forse de facto prossimo Barack Obama riuscirà a tenere irte le redini ci dirà non poco sul futuro  del partito dell’asinello per il 2024.

Una cosa è certa, mettetevi comodi perché lo spettacolo è appena cominciato.