Le divisioni del Gop sono un regalo a Biden

di Nicola Bosco
5 Gennaio 2023

Il presidente Joe Biden avrà passato queste Feste con una tranquillità superiore alle sue aspettative, visto che, a quanto pare, il Partito Repubblicano gli ha fatto trovare sotto l’albero una serie di regali inaspettati. Se così non fosse, non ci sarebbero altre spiegazioni logiche per giustificare politicamente le troppe divisioni interne al GOP, in un momento storico come questo e con una amministrazione debole e impopolare come quella di Joe Biden.

Il partito della destra americana, dopo i deludenti risultati delle elezioni di medio termine dello scorso novembre, non è riuscito a sciogliere il nodo dell’elezione del Presidente della Camera dei Rappresentanti. I Repubblicani, che alle recenti elezioni sono riusciti ad ottenere la maggioranza alla Camera con 222 seggi, non sono riusciti, dopo quattro votazioni, ad eleggere il nuovo Speaker, che subentrerebbe a Nancy Pelosi, a causa di divisioni interne.

Se i timori di un’irreparabile frattura tra l’anima governista dei Repubblicani e quella trumpiana sembravano superati in seguito alla decisione dell’ex presidente Donald Trump di convergere, insieme alla vecchia guardia del GOP, sul nome di Kevin McCarthy, leader della minoranza repubblicana alla camera, i problemi sono arrivati dai trumpiani più ortodossi, che non hanno accettato la situazione. Verrebbe da dire “più trumpiani di Trump”.

Sono infatti 20 i “ribelli” repubblicani, guidati da Matt Gaetz, che hanno deciso di spaccare l’opposizione a Biden per una questione identitaria, ideologica e incomprensibile. Le critiche a McCarthy, che è un conservatore autentico e orgoglioso, un uomo di governo capace e con una lunga esperienza alla Camera, sono sterili e strumentali. Un uomo vicino a Trump, ma allo stesso tempo capace di raccogliere i consensi dei moderati, e leale a tal punto con l’ex presidente da avere anche la forza e la sincerità di fare delle doverose critiche quando necessario. Questo naturalmente non piace a quella stessa area del partito che si è resa responsabile della mancata onda rossa alle elezioni di medio termine di novembre.

Gli appelli di Trump all’unità e i tentativi di mediazione di McCarthy, al momento, non hanno visto una conclusione favorevole. Triste sorte capita sempre ai sostenitori delle anime più identitarie e radicali: criticano i rispettivi schieramenti perché “poco di destra” e alla fine finiscono per aiutare la sinistra. La massima vincente per la destra in tutto l’Occidente è quella di saper coniugare la popolarità e la mobilitazione popolare con l’arte di governo e il dialogo.