La ricchezza non si distribuisce, si crea

di Pasquale Ferraro
21 Maggio 2021


Scriveva Lenin, parafrasando Marx, “ la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia la seconda come farsa”. Ora è considerazione scontata notare che la nostra sinistra navighi da tempo immemore nella più banale e sciatta auto imposta ampolla farsesca, dalla quale si osserva il mondo attraverso lenti opache e tendenti al rosso. Quel rosso che schizza agli occhi dei sinistri ogni qual volta all’orizzonte del nostro paese si paventa una crisi economica o comunque quando il futuro appare incerto: eccoli paventare con un certo mal celato orgoglio vendicativo la patrimoniale. 


Da sempre il simbolo e il sintomo di una politica errata nelle premesse quanto nelle finalità.
Tassare la ricchezza non è mai la soluzione, semmai è la spinta decisiva nel baratro. Ed il nostro è un paese che abitualmente ne frequenta  l’orlo. Perché ? La risposta è semplice, colpa di una cultura fomentata da certi ambienti secondo cui la società dovrebbe essere piatta, egualitaria nel senso di imposizione all’immobilismo sociale ed economico, fatta seguendo un modello in cui la libertà economica dell’individuo se non è eliminata, ne è certamente limitata. 


Non sorprende dunque che dopo i vari tentativi della sinistra radicale, ultimo fra tutti quello di Fraccaro, la nuova proposta arrivata dal segretario del Pd  Letta , chiamata “Dote 18” altro non è che l’ennesima patrimoniale mascherata, dietro la quale si nasconde il limite storico della sinistra. 
Invece di progettare strategie di crescita, politiche industriali, nuovi settori di sviluppo, incentivi alle attività promosse dai giovani, i democratici propongono la dote. Si una dote pagata annualmente da chi eredità patrimoni superiori ai 5 milioni di € a 280 mila giovani. 


Quella che Letta definisce “ una proposta per l‘equità e la giustizia sociale “ altro non è che un furto, l’ennesima politica parassitaria. La politica della paghetta, a costo zero per chi ne beneficia. 
Ma nessuno che si domandi quei patrimoni come sono stati costruiti, con il lavoro e il sacrificio. E perché i legittimi eredi dovrebbero essere spogliati delle loro legittime eredità ? Fortunatamente questa volta a frenare le velleitaria attitudini alla Robin Hood del neo segretario Letta ci ha pensato Mario Draghi, il quale ha cestinato rapidamente la proposta del leader Pd, affermando con parole lapidarie “ non è questo il momento”.

Ma la questione rimane perché la sinistra tipicamente ciclica ritorna sempre all’attacco della ricchezza, dando ragione all’affermazione di Indro Montanelli, il quale era solito affermare “ la sinistra ama talmente i poveri che quando va al potere li aumenta di numero”.

Ma si può riscontrare che la sinistra in tutte le sue metamorfosi non è mai riuscita ad affermare una proposta di politica economica che si fondasse sul principio della creazione di ricchezza, senza dover sempre basare il tutto sulla spoliazione di qualcun altro. 

Rischiando ad oggi di innescare una mina sociale, e provocando nel paese una guerra civile fredda fondata sulla lotta di classe, ed in questo caso anche generazionale.