La nota del Vaticano è una lezione per Fedez & Co.

di Daniele Dell'Orco
24 Giugno 2021

“Non è stato in alcun modo chiesto di bloccare la legge. Siamo contro qualsiasi atteggiamento o gesto di intolleranza o di odio verso le persone a motivo del loro orientamento sessuale, come pure della loro appartenenza etnica o del loro credo”. Il Segretario di Stato vaticano, il cardinal Pietro Parolin, è intervenuto sulla polemica nata dall’invito da parte della Santa Sede a modificare il DDL Zan contro l’omofobia poiché violerebbe il Concordato.

L’accesa bagarre che ne è nata, cavalcata soprattutto grazie ai social e ai testimonial arcobaleno come Fedez che ignorano totalmente i principi delle relazioni diplomatiche tra stati sovrani, è culminata con le parole di Mario Draghi che ieri ha ricordato (non che ce ne fosse bisogno) la laicità dello Stato italiano e la sovranità del Parlamento. Ma certamente dal Vaticano non volevano certo sovvertire l’ovvio.

Bensì, come spiega ancora Parolin a Vatican News: “La nostra preoccupazione riguarda i problemi interpretativi che potrebbero derivare nel caso fosse adottato un testo con contenuti vaghi e incerti, che finirebbe per spostare al momento giudiziario la definizione di ciò che è reato e ciò che non lo è. Concordo pienamente con il presidente Draghi sulla laicità dello Stato e sulla sovranità del Parlamento italiano. Per questo si è scelto lo strumento della Nota Verbale, che è il mezzo proprio del dialogo nelle relazioni internazionali”.

Insomma, chi parla a sproposito di cosa stia a rappresentare il contenuto di un accordo bilaterale prenda nota di come gira il mondo. Spoiler: non certo in base a un algoritmo Instagram.