Intervista a Giulio Sapelli: “Per scacciare la crisi bisogna solo pregare”

di Daniele Dell'Orco
7 Luglio 2020

Estraneo a qualsiasi tipo di riduzionismo ideologico, il prof. Giulio Sapelli è uno dei pochi profili del panorama accademico, politico e intellettuale italiano che trova sempre il modo di offrire letture originali dell’attualità.

  • Professore, cosa stanno combinando i nostri governanti con queste risorse europee? Il bazooka di liquidità lo stiamo ancora aspettando…

Di risorse ne arriveranno molte meno di quelle promesse, e obbligheranno gli Stati a dichiararne l’utilizzo. Del resto non è un caso che persino la Francia è contro il Mes…

  • Ci spieghi meglio…

Quello transalpino è uno dei pochi Stati che cerca di rivendicare un’indipendenza: è stato un grande impero e non intende lasciarsi vincolare. O quantomeno ci sta provando, anche se presumo sia destinata ad essere travolto dal disordine.

  • Ma allora quale sarebbe la natura di tutte le belle promesse di Bruxelles?

Vede, noi viviamo di spettacolo. Di spettacolo e di doni una tantum concessi dalla tecnocrazia. È uno status quo frutto della disgregazione dello Stato come fenomeno planetario. Iniziato in America per via della finanza speculativa, in Europa per via delle strutture sovranazionali che hanno sottratto sovranità senza dare nulla in cambio. Oggi viviamo in un periodo di scontro poliarchico con gli Stati nazionali che hanno perso peso, e tutto è una gigantesca illusione.

  • Un’illusione?

Ma certo. La vita economica è stata delegata all’ordo-liberismo internazionale già da Bretton-Woods, poi con Wto nel ’94 e ora con la tecnocrazia internazionale. Manca il corpo mistico dello Stato che era la legge e la trasmissione della sovranità. Al posto di questo c’è l’immagine. È una retorica che non è fatta di politica, piuttosto confina con la magia.

  • Se lo scenario interno preoccupa, dunque, quello internazionale non sarebbe molto migliore…

Be’ ma una divisione tra politica interna e politica internazionale è impossibile. Pensi all’attuale governo: è fatto da compagnie di ventura che dipendono da Stati stranieri. E tra questi metto anche il Vaticano…

  • E gli altri quali sono? Gli Stati Uniti? La Cina?

No guardi, in primo luogo la Cina non è un potente della Terra. Chi lo afferma dice una sciocchezza. La Cina è uno stato in via di disgregazione, sull’orlo di una crisi catastrofica. All’ultimo congresso del PCC Xi Jinping nemmeno ha parlato, non sono stati forniti dati economici esaustivi e il contenimento del Coronavirus sta fallendo di nuovo. Ovunque si sia affacciata in giro per il mondo, poi, la Cina ha creato solo imperialismo da debito. È influente, non potente. L’unica potenza internazionale restano gli Stati Uniti, che si sono allontanati dall’Europa ma che forse prima o poi punteranno a riprendere il controllo di un Mediterraneo attualmente turco-russo.

  • Sentiamo spesso, e da più parti, dire che a causa del Covid la globalizzazione è finita. Ma è davvero così?

Altra stupidaggine.
Pensi che il mondo era più interdipendente economicamente prima della Prima guerra mondiale che oggi. I collegamenti globali di oggi sono solo di natura finanziaria.
Di recente lei ha affermato:”All’ora della verità arriviamo governati da veri dilettanti”. Com’è potuto accadere?
L’Italia non ha mai avuto classi dirigenti di spessore, salvo pochi intellettuali piemontesi, tra cui Cavour. E il breve intermezzo della generazione che ha fatto la Resistenza. Lo scenario di oggi era inevitabile.

  • Cosa possiamo fare per risollevarci?

Bisogna pregare. Pregare molto.