Il governo Conte è al capolinea

di Pasquale Ferraro
19 Gennaio 2021

I numeri che in politica fanno la differenza hanno parlato chiaro nella seduta fiume  – dodici ore -del Senato. Dopo una giornata intensa di dibattiti e interventi con oltre quaranta senatori intervenuti  nella discussione generale, il governo Conte ha ottenuto 156 voti a favore, contro 140 e 16 astenuti. Fra i voti favorevoli vanno annoverati tre fuoriusciti da Forza Italia, e tre senatori a vita. 

Un dato che al netto di partigianerie dimostra che l’escutivo guidato dal già “avvocato del popolo” non ha i numeri per sopravvivere nella vita quotidiana del Senato. Infatti i senatori a vita – anche per ragioni anagrafiche – non partecipano al lavoro quotidiano del Senato.  Dunque anche nelle Commissioni il destino del governo è segnato. 

Sono tante le domande che sorgono spontanee dopo aver assistito alle scene pietose di “folgorati sulla via di Damasco”  e altri personaggi dalla dubbia moralità politica, che hanno persino nobilitato la stagione del “trasformismo giolittiano” nelle sue fasi più cupe, ma ogni interrogativo cede davanti alla supponenza del Presidente del Consiglio. 

Il Prof. Conte, infatti non sembra intenzionato a fare i conti con la realtà, ma spera di riuscire a tirare la carretta del suo sgangherato governo fino all’ultimo giorno utile, strizzando l’occhio ad altri futuri responsabili, anch’essi mossi dalla volontà di unirsi alla cordata della “ Mastella Airiines”  per allontanare lo spauracchio del voto. 

Non rimane che affidarsi alla coerenza del Presidente della Repubblica,  che metta un freno alla foga della maggioranza di non lasciare la poltrona, sopratutto in vista degli importanti stanziamenti europei e non per ultima dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. 

156 voti non bastano, nonostante Conte si ostini, perché l’Italia merita di più, merita un governo responsabile e sopratutto legittimato da un ampia maggioranza parlamentare. 

Il Premier deve capire che il suo esecutivo è giunto al capolinea, e come disse qualche lustro fa Claudio Martelli ” quando si arriva al capolinea si scende tutti, macchinista compreso”. Si spera che Conte lo capisca.