Fratelli d’Italia cresce e lancia la Meloni e i conservatori verso la leadership del centrodestra

di Pasquale Ferraro
8 Ottobre 2021

Le elezioni amministrative hanno dato il via ad una fase decisamente burrascosa di analisi – doverose – e mea culpa tardivi sulle sconfitte del centrodestra in molte, troppe, grandi città. Quella che doveva essere la spallata decisiva alla sinistra barricata nelle città non si è verificata, lasciando a tutto il centrodestra l’amaro in bocca. L’unico partito che può sicuramente considerare i bicchiere mezzo pieno è Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni infatti è cresciuto ed ha registrato un deciso allungo sull’alleato leghista. 

Gli italiani continuano a premiare la coerenza, la voluta sordità verso le facili sirene del potere, verso gli araldi delle promesse e del pensiero unico e sopratutto seguitano ad ignorare le inchieste giornalistiche ad orologeria che tentano, invano, di minare una forza politica giovane, in crescita e sopratutto pienamente alla guida della famiglia dei conservatori europei. 

Queste elezioni hanno confermato che una svolta conservatrice concreta in Italia è possibile, che la strada per il governo non è quella dei pastrocchi centristi e liberal, ma quella di una destra istituzionale, coraggiosa e nazionale. Certo ci sono ancora numerose tappe da attraversare ma la strada è quella giusta, le basi sono solide ed il progetto ispira un paese orfano di una politica in grado di assumersi le proprie responsabilità, di non ripiegare verso soluzioni tecniche ed estranee al normale funzionamento di una democrazia parlamentare. 

Il centrodestra da edificare da qui al 2023, appuntamento decisivo per dimostrare se effettivamente il percorso intrapreso raggiungerà finalmente l’ambito ritorno al governo, oppure se seguiteremo a subire il governo di un partito democratico, che ha fatto “dell’Ercolino sempre  in piedi”  la formula della propria  sopravvivenza politica, dovrà compire alcune scelte fondamentali.  Prima su tutte l’elezione del Presidente della Repubblica che Giorgia Meloni dovrà giocare da protagonista, e sopratutto senza farsi isolare da un blocco politico trasversale, senza subire forme di messa in quarantena politica, ma giocando d’anticipo. Fare ciò che nessuno si aspetta, lavorare ad una rosa di candidati, da condividere con gli alleati, e cercando anche di allargare ad un’accordo con Renzi e Calenda. 

Si tratta di strategie parlamentari ed occorre una dose di cinismo, perché la posta in gioco è alta, troppo alta per sprecarla. Subire un settennato ostile significherebbe intaccare sin da oggi la possibile vittoria del 2023. Non dimentichiamoci che è il Presidente della Repubblica a dare l’incarico alla figura indicata “dalla coalizione vincente” ed sarà sempre il Capo dello Stato che verrà  il perno con cui lavorare alla riforma istituzionale, parte essenziale del programma di Fratelli d’Italia. 

Sarà una difficile partita a scacchi e molti si ritengono abili giocatori e lo sono – Renzi per primo – ma Fratelli d’Italia e il centro destra non possono subire da spettatori l’elezione di un Presidente della Repubblica di chiara marca sinistra, ne permettere che si spiani la strada in discesa al nuovo “Ulivo” di Letta, e ad un possibile fronte allargato. Questo è il momento di tiare le redini, in attesa del decisivo colpo di speroni verso la volata finale che questo paese attende dal 2011.  La politica è l’arte di fare dell’impossibile il possibile, di sorprendere e costruire, non è una scienza esatta ed è per questo che possiede una dose incalcolabile di imprevedibilità, ed è per questo che Giorgia Meloni dovrà essere imprevedibile ed anche folle ( Sana follia erasmiana), rivoluzionando le carte in tavola e facendo capire a tutti che il tempo dei cordoni sanitari, delle ipocrisie, dei salotti è finita. Che l’Italia conservatrice e coraggiosa è viva, che il tempo degli slogan, dei “fascismi immaginari” è finita. 

Ora o mai più Giorgia ! Adesso è il momento di calare il poker d’assi, di chiudere la partita, di prendere in mano le redini del centrodestra, di dimostrare che “una donna, una madre, una Cristiana” può guidare questo paese, può rilanciare una Nazione spaesata, e impaurita con la forza che solo le madri possiedono. L’Italia edificata sulla famiglia, sulla natalità, sulla libertà economica, sul rilancio – non a parole- del mezzogiorno. L’Italia dei Conservartori che Nazione Futura quotidianamente racconta da ogni parte del nostro paese. L’Italia dello strapaese, dei borghi, dei sorrisi, dei  tramonti, l’Italia orgogliosa della sua storia, dei suoi martiri, che la sinistra vorrebbe cancellare. Ed è propio questo che un partito di Patrioti non può permettere. Questa è l’ora di Giorgia Meloni, l’ora di rifare l’Italia.