Elisabetta II la grande:  l’età della Regina senza macchia

di Pasquale Ferraro
11 Settembre 2022

La Regina è morta. Lunga vita al Re. Questa è da secoli la formula pronunciata al capezzale dei sovrani morenti, il crepuscolo di una vita che proietta l’ultimo lampo di luce verso l’erede, l’anello di congiunzione fra il passato e il presente, per seguitare cosi verso il futuro: un momento solenne, ma privato, racchiuso in quel piccolo, semplice segmento di spazio “privato” che i reali posseggono.  Il sole ora è tramontato sul Regno di Elisabetta II, ma l’eco di questo lungo regno di quella che potrà essere chiamata come auspicò e profetizzò Winston Churchill nel 1952 “l’età elisabettiana “ rimarrà a lungo, la Regina che ha accompagnato ben quattro generazioni di Britannici resterà  impressa nella mente e nei cuori dei suoi sudditi. Elisabetta II è stata la più grande sovrana che il Regno Unito abbia mai avuto e questa grandezza non è solo il frutto della longevità, ma è il risultato di una vita spesa al servizio della corona, a cavallo tra due secoli di grande trasformazione per la Gran Bretagna e per il mondo. 

Quando Elisabetta II è salita sul trono l’Impero Britannico  era giunto alla sua fine naturale, ma ella seppe guidare il suo impero in quella trasformazione che oggi è il Commonwealth, la libera associazione di stati sovrani sorti dalle ceneri di quell’Impero le cui basi proprio Elisabetta I gettò. La grandezza del Regno Unito è stata fatta dalla Sue Regine, da quelle donne forti, determinate e risolute che il destino ha chiamato sul trono in momenti complessi e instabili per la storia britannica. 

Elisabetta II ha saputo onorare a pieno il suo giuramento, guidando il suo popolo, proteggendolo e onorandolo per tutta la sua vita, dando prova di quella determinazione, di quel distacco e di quella serietà che rendono pienamente la magia e la fascinazione della monarchia. Non tutti hanno questa forza, non tutti gli unti dal crisma hanno la risolutezza necessaria per resistere, per non cedere alla loro “umanità”, non tutti al momento di salire sul trono sono in grado di seppellire la persona che erano, per diventare “la Regina”.  Elisabetta II non solo ci è riuscita, ma non ha mai vacillato, anche nei momenti più cupi, anche quando dalla famiglia venivano gli scossoni più difficili , ma ha seguitato nel compiere il proprio dovere. Ed è forse questa la parola che più di ogni altra ha accompagnato tutta la sua  lunga vita, il dovere. Ed è  questo il suo più grande messaggio al nostro secolo, il suo più autentico lascito che travalica i confini sterminati del suo regno,  e si consegna al mondo intero, quello di una vita che ha valore in quanto è consacrata al dovere, a servire, pagandone il prezzo umano che questo inevitabilmente produce. 

Elisabetta II ha segnato la sua era, ha  posto il suo sigillo su una monarchia che ha forgiato nel segno della tradizione, conservando quelle radici che sole posso consentire un progresso ordinato,  non ha confuso né condiviso le mode del tempo, poiché facendo Sua quella formula solenne che recita “per grazia di Dio” si è posta al di sopra dei tempi, proteggendo il suo popolo dalla tempesta, occupando quel ruolo di guida, di timoniere dal polso fermo che il destino ha scelto per lei.  Come Elisabetta I anch’ella non era nata né era cresciuta con l’aspettativa di salire al trono, cosi come spesso accade in quello che noi umanamente definiamo fato è toccato  ad una ragazza porre sulle proprie spalle il peso della “corona” un peso che ne uccise il padre Re Giorgio VI e che la giovane Elisabetta ha saputo portare con la schiena dritta e lo sguardo sempre fisso verso i nuovi orizzonti, le nuove sfide per la Corona, per la Gran Bretagna. 

Come disse  Churchill “ ora dobbiamo abbandonare i tesori del passato e guardare al futuro”, perché per usare un formula in voga grazie alla serie The Crown “ la corona deve vincere”, Elisabetta II ha capito dal principio questo assunto, questo inopinabile paradigma con il quale ogni sovrano deve inevitabilmente fare i conti. E cosi ora sarà Carlo III il sovrano chiamato a traghettare la Gran Bretagna  dal regno di Elisabetta la grande alla nuova fase storica, dovrà fare quello che Elisabetta seppe fare egregiamente, tenere unito il regno e saldare l’ex impero o meglio quella parte di esso  rimasto legato a Londra. Tutti i popoli su cui Elisabetta ha regnato hanno visto in lei un faro, una luce da seguire, una certezza che li metteva a riapro da ogni scossone. Perché alla fine il primo compito di un sovrano è quello di coprire, proteggere i propri sudditi.  

Di quest’età Elisabettiana si ricorderà ogni cosa, ma sopratutto l’immagine l’iconografia di una sovrana che ha segnato e marchiato con il suo sigillo, un’epoca. Oggi finisce il ‘900, finisce con colei che sola ha dominato nei cuori di un mondo che per un attimo si è unito in quella preghiera che è l’inno del Regno Unito, per salutare Elisabetta II Regina del Regno Unito e dell’Irlanda del Nord e del Commonwealth sovrana per 70 anni e 214 giorni, guardando al cielo, sospirando un lieve ma solenne “ God Save the Queen” .